Museo Pilastro, Ara: il cantiere va avanti

“Un’amministrazione convinta del percorso che sta facendo non può accettare che una minoranza occupi un cantiere pubblico”. È netto l’intervento dell’assessore alla Scuola e Infanzia del Comune di Bologna, Daniele Ara, dopo le tensioni legate al progetto del Museo delle bambine e dei bambini al Pilastro.
L’assessore distingue il piano politico da quello dell’ordine pubblico: “Quello che è avvenuto è di competenza di chi deve presiedere l’ordine pubblico e difendere la legalità in questa città”. E aggiunge che il cantiere “riparte e non deve essere disturbato”.
Il nodo ambientale: “Bilancio positivo”
Ara respinge le accuse di impatto negativo sull’area verde. “Nel quartiere nell’ultimo anno sono stati piantati 360 nuovi alberi. Per questo progetto nove alberature saranno spostate, 38 nuove verranno sistemate e cinque sono già state rimosse perché interferivano con la struttura”.
Secondo l’assessore, l’intervento avrà un “bilancio di permeabilità positivo” e si inserisce in un contesto di riqualificazione più ampio che riguarda il quartiere Pilastro, dalla valorizzazione di piazza Lipparini al potenziamento dei collegamenti ciclopedonali, fino alla prospettiva dell’arrivo del tram.
“Percorso annunciato e partecipato”
Sul tema della partecipazione, Ara rivendica il lavoro svolto. “Il progetto era nel programma di mandato ed è stato raccontato per oltre tre anni. Abbiamo fatto decine di incontri, coinvolto centinaia di persone e tutto l’associazionismo del Pilastro”.
L’assessore ammette che “rendere consapevoli tutti i cittadini è sempre difficile” e che servono strumenti più efficaci, ma sostiene che in questo caso il percorso sia stato “approfondito e trasparente”.
Le proteste e il confronto
Ara parla di una mobilitazione che coinvolge gruppi non radicati nel quartiere e che unisce battaglie diverse. “C’è anche una prova politica”, afferma, sottolineando però che il dialogo resta possibile: “Se la situazione si tranquillizza chiunque può chiedere un incontro e valuteremo”.
Il punto fermo resta l’avanzamento dei lavori: “Non può essere un Vietnam quotidiano ogni progetto che riguarda la città”.
Che cos’è il Museo delle bambine e dei bambini
Il progetto punta a realizzare uno spazio educativo innovativo, non un museo statico ma un luogo dinamico con laboratori, aule didattiche e attività interattive sui temi dell’ambiente, dell’alimentazione, della memoria e del territorio.
Ara lo definisce “un’estensione degli ambiti educativi e scolastici”, pensato per integrarsi con la rete sociale e culturale del Pilastro, dal polo scolastico Ada Negri alle case di quartiere, fino alle realtà associative.
L’amministrazione ribadisce che il Pilastro non può diventare “terreno di scontro ideologico”, ma deve essere rilanciato come quartiere centrale nelle politiche educative e culturali della città.
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