Toscana

Morto sul lavoro, Giani: “Non possiamo rassegnarci. Cordoglio alla famiglia del lavoratore”

Per la giunta regionale la sicurezza sul lavoro rimane una priorità e una sfida collettiva 

Scritto da Walter Fortini, sabato 8 agosto 2026 alle 18:00

“Non possiamo rassegnarci e non ci rassegneremo”. Dopo un nuovo incidente sul lavoro in cui è morto stamani in un’azienda di Capalle a Campi Bisenzio nel fiorentino un uomo di 61 anni, travolto da un pallet di fianco al muletto su cui stava lavorando, il presidente della Toscana Eugenio Giani  ribadisce come “la sicurezza e la salute sul lavoro siano una priorità della giunta regionale” e che “controlli, diffusione di buone pratiche (che ci sono) e formazione sono le leve su cui agire e continuare ad agite, tutti insieme”.

“In questi anni le azioni messe in campo, dai controlli all’educazione ad una cultura della sicurezza, non sono mancate – evidenzia -. Ogni incidente mortale suona come una sconfitta collettiva: di lavoro non si può morire. Aspettiamo che le autorità preposte chiariscano la dinamica dell’incidente.  Dobbiamo comunque fare ancora di più, per aggredire la piaga degli infortuni e delle morti sul lavoro”.

Nel piano per i prossimi cinque anni, dal 2026 al 2030, approvato da poche settimane la Regione continuerà a mantenere alto il numero di controlli e ispezioni, con obiettivi superiori a quelli stabiliti a livello nazionale.  Proseguirà l’attività che riguarda formazione e informazione, perché “serve una maggiore e più diffusa cultura della sicurezza”.  E lavorerà perché emergano buone pratiche e si diffondano, assistendo le imprese nel rendere i luoghi di lavoro più sicuri.

“Oggi però – si sofferma il presidente Giani – è anche il momento del dolore e voglio quindi far arrivare il mio cordoglio personale e quello dell’intera giunta alla famiglia di Kumara Gedera, il lavoratore originario della Sri Lanka e residente a Prato morto stamani”.


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