Emilia Romagna

Morte dei due alpinisti sul Gran Sasso, inchiesta archiviata. “Soccorsi impossibili”


Si chiude con un’archiviazione l’inchiesta aperta dalla Procura di Teramo sulla morte di Luca Perazzini e Cristian Gualdi, i due alpinisti romagnoli travolti dalla tempesta sul Gran Sasso il 22 dicembre 2024. Per il giudice non ci furono omissioni nei soccorsi: le condizioni meteo estreme avrebbero reso impossibile qualsiasi intervento tempestivo, anche con l’impiego di mezzi aerei militari.

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Teramo, Lorenzo Prudenzano, ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dal sostituto procuratore Laura Colica, respingendo l’opposizione presentata dai familiari delle vittime. I parenti dei due escursionisti chiedevano ulteriori approfondimenti sulla possibilità di utilizzare un elicottero dell’Aeronautica Militare per tentare il recupero.

Gli accertamenti svolti durante l’inchiesta hanno però escluso che un diverso intervento avrebbe potuto salvare i due alpinisti. Le indagini hanno ricostruito un quadro meteorologico rapidamente degenerato, con neve, vento fortissimo e visibilità praticamente nulla già nelle prime fasi dell’emergenza.

Abbonati alla sezione di inchieste Dossier di RiminiToday

Fondamentali, in questo senso, le immagini della webcam della Scindarella, che hanno documentato il peggioramento improvviso delle condizioni sul massiccio. Era il pomeriggio del 22 dicembre 2024 quando i due alpinisti, di ritorno da un’escursione, furono sorpresi da un brusco peggioramento delle condizioni meteo.

Scivolarono sul versante sud-est del Corno Grande, nel Vallone dell’Inferno, a circa 2.700 metri di quota, da dove riuscirono a lanciare l’allarme e ad attivare la macchina dei soccorsi. Che però dovette fare i conti con condizioni meteo proibitive, con raffiche di vento fortissime e rischio valanghe elevato. Seguirono giorni di apprensione e duro lavoro: a nulla servirono i tentativi di avvicinamento, nemmeno via terra, e le ricerche vennero sospese a più riprese. 

Gli stessi soccorritori rimasero bloccati dal maltempo all’ostello di Campo Imperatore: 19 persone, rimaste in quota dal 23 dicembre alla mattina di Natale, quando un breve momento di vento debole consentì di riattivare la funivia per riportarli a valle.

Leggi le notizie di RiminiToday su WhatsApp: iscriviti al canale

La tempesta di neve non diede tregua se non cinque giorni dopo, quando il corpo di Gualdi venne avvistato dall’elicottero durante un sorvolo: venne recuperato via terra, trovato senza una scarpa. Poco dopo, con l’utilizzo di sonde, i soccorritori individuarono anche il corpo di Perazzini, a sei metri di distanza dal compagno, sepolto sotto 70 centimetri di neve, senza guanti.

L’inchiesta per omicidio colposo era stata avviata dopo l’esposto presentato dalle famiglie dei due escursionisti e aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati di un responsabile del soccorso alpino.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »