Emilia Romagna

Serve una revisione strutturale delle procedure di accoglienza


Mentre 131 persone sono a bordo della nave Ocean Viking, in viaggio verso Ravenna dopo essere state salvate nel mezzo del mar Mediterraneo, in città l’associazione Il Terzo Mondo si interroga sulle modalità di accoglienza dettate dal Governo italiano. E a questo proposito il presidente dell’associazione di volontariato, Charles Tchameni Tchienga, annuncia l’intenzione di dar vita a una mobilitazione.

“È innegabile che la nostra città sia una macchina collaudata e proattiva: infrastrutture, volontari, sindacati, imprese, sanità, forze dell’ordine e singoli cittadini si mobilitano ogni volta con uno spirito di solidarietà straordinario, lavorando instancabilmente per restituire dignità a chi l’ha vista calpestata – spiega – Tuttavia, la gestione di questi flussi solleva interrogativi profondi. Nonostante le critiche trasversali, Roma sembra procedere senza ascoltare il territorio, ignorando le preoccupazioni che arrivano direttamente da Ravenna. È fondamentale che la sicurezza della città e dei suoi residenti resti una priorità non negoziabile, da tutelare con fermezza”.

“Di fronte a un atteggiamento che rischia di minare l’equilibrio e lo spirito di inclusione sociale, da sempre un vanto per la nostra comunità, sentiamo il bisogno di fare fronte comune. Se queste condizioni di incertezza dovessero persistere, Il Terzo Mondo si farà promotrice di una grande manifestazione – dichiara Tchameni Tchienga – Un evento che possa riunire tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali, il mondo del no-profit, le realtà religiose e i privati cittadini. Ovvero tutte le forze vive della nostra città”.

L’intenzione è quella di ribadire “la necessità di una revisione strutturale delle procedure di accoglienza. Non si tratta di venir meno alla nostra identità, ma di proteggere la tranquillità, la convivenza leale e la sicurezza dei beni e di chi vive a Ravenna. Sottrarsi a questa necessità civica guidata dai cittadini sarebbe irragionevole e incomprensibile. Siamo orgogliosi della nostra terra e delle persone che la abitano o la attraversano. Proprio per questo, non permetteremo che il nostro spirito di inclusione venga compromesso da decisioni calate dall’alto che non tengono conto della realtà locale – conclude il presidente dell’associazione -Il mio pensiero va ora a quelle persone costrette a percorrere chilometri in mare aperto in condizioni disumane, rischiando la vita, per raggiungere Ravenna”.


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