Trentino Alto Adige/Suedtirol

Bolzano, rapinata del Rolex mentre getta i rifiuti in via San Quirino – Bolzano



BOLZANO. È stata aggredita e rapinata dell’orologio Rolex del valore di 15mila euro che aveva al polso mentre buttava l’immondizia. La vittima è una 70enne che vive in via San Quirino.

La ricostruzione

La donna, mercoledì mattina è scesa di casa per portare gli indumenti da lavare in lavanderia e per gettare l’immondizia. È stato lì, vicino ai cassonetti dei rifiuti che una malvivente le si è avvicinata strattonandola, facendola cadere a terra per strapparle via l’orologio. Ottenuto ciò che voleva l’aggressore è fuggito a bordo di una macchina guidata da un complice. La 70enne sotto shock, ma per fortuna incolume, dopo aver realizzato cosa le era accaduto, ha chiesto aiuto ai passanti tra cui una testimone che aveva assistito alla rapina e aveva riconosciuto la macchina e parte della targa.

Le indagini

La donna è stata soccorsa dai carabinieri della compagnia di Bolzano che ne hanno raccolto il racconto e la denuncia dando il via alle indagini. Immediatamente è stata diramata la ricerca di un’Alfa Romeo Junior, l’auto su cui la rapinatrice e il complice si sono dileguati. Una iniziativa, quella adottata dagli uomini del tenente colonnello Stefano Esposito Vangone che ha prodotto risultati.

Identificato un sospettato

In Veneto, infatti, alle 15.40 circa, gli agenti della polizia stradale di Verona hanno intercettato la macchina fermandola nei pressi del casello di Verona Sud. A bordo c’era soltanto il conducente, un cittadino romeno di 31 anni domiciliato in provincia di Verona e con precedenti specifici, dello stesso genere per i quali stanno indagando i carabinieri di Bolzano. Nella vettura, per altro presa a noleggio, non c’era traccia della donna, tantomeno del Rolex rapinato. Per questo non è stato possibile prendere provvedimenti nei confronti del 31enne il quale, dopo essere stato identificato, ha potuto riprendere il suo viaggio.

Un “pit-stop” sospetto

Dalle successive indagini, svolte dalla stradale di Verona che ha lavorato in sinergia con i carabinieri di Bolzano, sembrerebbe che l’Alfa Romeo Junior, prima di arrivare a Verona, sia uscita al casello di Rovereto per poi rientrare sull’autostrada del Brennero in direzione Verona. L’ipotesi che gli investigatori fanno è che durante quel “pit-stop” dall’auto possa essere scesa la rapinatrice portando con sé l’orologio per proseguire il viaggio su un treno considerandolo più sicuro dell’auto. Una precauzione che i due potrebbero aver preso sospettando che l’auto potesse essere stata riconosciuta, così come in realtà è avvenuto. «Gli investigatori sono venuti per chiedere le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza» riferiscono alcuni commercianti della zona. Nella lavanderia il titolare racconta che «mercoledì mattina la signora ha portato capi da lavare ed è uscita. Il pomeriggio è tornata per chiedermi se avessi visto chi fossero i suoi aggressori ma io non mi ero accorto di nulla». Resta da capire come i malviventi siano riusciti ad individuare il loro “obiettivo” e come facevano a sapere che al polso della donna vi fosse un orologio di così alto valore.




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