Friuli Venezia Giulia

Moretuzzo-Massolino (Pat-Civ), ‘Dipiazza ammetta la farsa dei controlli’

TRIESTE.news

25 agosto 2026 – ore 17:00 – “Finalmente anche il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza dice con chiarezza quello che sosteniamo da anni e che è evidente a chiunque: i controlli alla frontiera italo-slovena non servono a niente. Sarebbe ora che la maggioranza in Regione e al Governo la smetta di fare costosa propaganda con soldi pubblici”. Così in una nota Massimo Moretuzzo e Giulia Massolino, Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, a margine delle dichiarazioni del sindaco di Trieste riportate oggi dalla stampa. “Dipiazza nei fatti – prosegue la nota – ha solo evidenziato quello che per tutte e tutti noi che viviamo sul territorio di confine è ovvio: solo pochi degli oltre 200 chilometri di frontiera sono presidiati. I controlli sono costosi, sottraggono personale al presidio del territorio e continuano a creare disagi alle migliaia di persone che ogni giorno attraversano il confine”. “Alla nostra interrogazione in Consiglio regionale – aggiungono i due esponenti autonomisti – la Giunta non è stata neppure in grado di fornire un quadro complessivo della spesa, che secondo gli organi di informazione supera i 20 milioni di euro. Quanto ai risultati, ci è stato indicato il dato di 280 arresti, un numero in linea con i dati precedenti al loro ripristino. Per contro, sarebbero 341 le unità di personale sottratte alle attività ordinarie di presidio del territorio che si vede in grave sottorganico, come denunciamo da tempo, mentre gli stessi promotori della misura continuano a descrivere una situazione di emergenza incompatibile con il decantato successo della stessa”.

“Ma al di là dell’inefficacia – affermano Moretuzzo e Massolino – da sempre condanniamo il portato simbolico della misura. Il Regolamento Schengen prevede i controlli alle frontiere interne come una misura di extrema ratio, giustificata da minacce gravi e concrete, motivo per cui l’Unione europea ha già minacciato l’Italia di pesanti sanzioni. Per questo le parole del sindaco della città di arrivo della Rotta Balcanica devono essere ascoltate: ora basta davvero”. “Se – concludono i due consiglieri regionali – anche chi ha sostenuto a lungo questa politica riconosce che i controlli non servono, la Giunta regionale e il Governo devono fare finalmente un passo indietro e investire quelle risorse dove servono davvero: nel presidio delle città e dei territori, nella sicurezza delle persone, nella cooperazione transfrontaliera e in un’Europa unita. Schengen non è un problema da risolvere, ma una delle più importanti conquiste dell’integrazione europea da difendere”.

[c.s.] [a.a.]

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