Trentino Alto Adige/Suedtirol

«Molti rischi e pochi volontari»: dopo il Dolomiti Superbike anche il Giro del Lago di Resia dice addio – Cronaca



BOLZANO. Troppa burocrazia, molti rischi e pochi volontari: lo sport altoatesino perde due mega-eventi con una storia pluridecennale: dopo l’annuncio dell’addio alla Dolomiti Superbike, anche il Giro del Lago di Resia chiude i battenti dopo 25 edizioni.

Il comitato organizzatore della celebre gara di mountain bike di Villabassa ha espresso profondo rammarico e solidarietà ai colleghi venostani, sottolineando come le due manifestazioni condividano lo stesso, amaro destino.

«Siamo molto dispiaciuti che un altro grande evento altoatesino non si svolgerà più nel 2026», ha dichiarato Kurt Ploner, responsabile della Dolomiti Superbike, nel congratularsi con il team capitanato da Gerald Burger per i successi ottenuti in un quarto di secolo. Secondo Ploner, le ragioni che hanno portato allo stop di entrambi gli eventi sono identiche: in primis il «crescente onere burocratico» e l’aumento dei rischi finanziari, legati alla difficoltà di reperire sponsor disposti a coprire costi sempre più elevati. Un fattore determinante è stato il drastico calo del supporto dei volontari.

«Negli ultimi anni la disponibilità delle persone a sacrificare il proprio tempo è significativamente diminuita ed è diventato sempre più difficile trovare sostegno», ha spiegato Ploner, aggiungendo che a questo si è sommata la difficoltà nel trovare un ricambio generazionale all’interno dei comitati organizzatori. Queste criticità, unite a norme di sicurezza sempre più stringenti, hanno reso impossibile la prosecuzione di quelli che per decenni sono stati considerati appuntamenti fissi del calendario sportivo europeo, afferma il responsabile della Dolomiti Superbike. 

«È necessario che la politica dia maggiore sostegno ai grandi eventi, come lo sono stati la Dolomiti Superbike e il Giro del Lago di Resia. Questo vale per tutti, anche per quelli culturali», dichiara il consigliere provinciale ed ex assessore Thomas Widmann. L’appassionato biker ha partecipato a 29 delle 30 edizioni della maratona ciclistica pusterese. «Sempre sul percorso lungo e sono sempre arrivato al traguardo. Sono mancato solo una volta a causa di un infortunio alla caviglia», sottolinea.

Secondo Widmann, l’Alta Pusteria ha beneficiato in modo «inimmaginabile» della Dolomiti Superbike. È stato un evento visionario che ha dato slancio all’intero ciclo economico, non solo agli hotel, sottolinea. L’impegno finanziario e organizzativo, tuttavia, è diventato enorme. La Maratona dles Dolomites ha vita più facile perché può ormai contare su grandi sponsor e importanti media. L’ex assessore è convinto che serva «più comprensione da parte da chi decide in Alto Adige». «I Comuni che oggi pensano che i cicloturisti arriveranno comunque nella valle – anche senza grandi manifestazioni – non ragionano a medio termine. La situazione, infatti, può cambiare rapidamente. Si tratta di un turismo sostenibile che merita in ogni caso di essere sostenuto», conclude Widmann.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »