Lazio

Mirko Bozzola vince il 79° Gran Premio della Liberazione

Dopo aver vissuto ieri le vittorie di Deon nel Coati Liberazione Juniores, di Sdruccioli nel DPiù Liberazione Allievi, Della Polla nel VF Costruzione Liberazione Esordienti, Brini e Capuccilli nel Liberazione Amatori, e stamattina il successo della svizzera Liechti nel Caleffi Liberazione Women, seguito dalle entusiaste pedalate dei Giovanissimi (Liberazione Kids) e dei quasi 500 partecipanti alla Bike4Fun – Pedalata e Camminata del Dono e dei Donatori, i Lazio Bike Days firmati Terenzi Sporti hanno vissuto il loro momento clou con il 79° Gran Premio della Liberazione, tradizionale “Mondiale di primavera” Under 23.

Quella che si materializza nella Città Eterna, davanti agli occhi federali del c.t. della Nazionale U23 Marino Amadori e del segretario generale F.C.I. Marcello Tolu, è una doppietta della Padovani: ad aggiudicarsi l’ambita maglia azzurra realizzata da Giessecygling (laboratorio di maglie da ciclismo personalizzate, punto di riferimento nel Centro Italia) è stato Mirko Bozzola, già vincitore del Liberazione Juniores nel 2022 con l’Aspiratori Otelli, davanti a Riccardo Lorello.

Molti si aspettavano che sarebbe stato Lorello, vincitore del Trofeo Piva e autore di piazzamenti pure in gare professionistiche, a lanciare la zampata vincente.

Bozzola ha tagliato il traguardo con le braccia commosse al cielo per dedicare il successo al compianto compagno di squadra Kevin Bonaldo, venuto a mancare lo scorso autunno. Completa il podio il generoso Tommaso Anastasia, della Technipes #InEmiliaRomagna con dieci secondi di margine sul compagno Marco Martini.

È stata una corsa che ha reso fede alla propria storia, una sfida a suon di scatti e controscatti a quasi 43 km/h di media tra 154 corridori di 28 squadre e 19 nazionalità. Prima si sono avvantaggiati Ilya Slesarenko (Biesse Carrera Premac), José Prieto (Petrolike) e il già citato Tommaso Anastasia.

Poi ci hanno provato ancora Prieto e Mihnea Harasim (Skyline) e successivamente Matteo Paltrinieri (Technipes #InEmiliaRomagna), Lorenzo Dalle Crode (Trevigiani Energiapura Marchiol) e Maxwell Hereward (Zappi) ma la General Store ha ben controllato la situazione, propiziando una forte selezione e il ricompattamento del plotone principale a 25 km dall’arrivo.

L’anarchia imperante ha portato a una caduta in gruppo e alla formazione di un attacco a 13: Federico Brafa e Stefano Leali (Biesse Carrera Premac), il figlio d’arte Marcos Freire (UAE Gen Z), Lorenzo Mottes (Trevigiani Energiapura Marchiol), ancora Prieto della Petrolike, Marco Martini (Technipes #InEmiliaRomagna), Nicholas Van der Merwe (Monaco), Andrea Godizzi (Sissio), Thor Nielsen (Airtox Carl Ras), Omer Ramon (NSN Development) e il trio Anastasia-Lorello-Bozzola, che ai -14 ha staccato tutti.

Perfetto lavoro in tandem per il duo diretto da Matteo Paiola: a 3 chilometri dalla fine, approfittando di uno dei numerosi strappetti e rilanci dell’infido e affascinante circuito delle Terme di Caracalla, Bozzola ha accelerato e Lorello ha stoppato (e poi anticipato) Anastasia, sfiancato anche dalle energie spese fin dall’inizio e pure nella cavalcata finale dove non si è risparmiato. Dietro di loro, Martini regola Mottes e il resto degli inseguitori.

Le dichiarazioni

Di seguito le parole del primo, secondo e terzo classificato, un podio tutto italiano dopo quello tutto estero del Caleffi Liberazione Women:

Mirko Bozzola: “L’avevamo preparata e sognata in questo modo, avevo il Gran Premio della Liberazione nel mirino da oltre un mese. Era difficile andar via con un livello di avversari così alto ma personalmente conosco bene questo percorso dove ho vinto da Juniores. Sono stato contento di vedere che Lorello ha seguito il mio attacco nel finale, sapevamo di avere la gamba giusta quindi non abbiamo guardato in faccia a nessuno, ho rilanciato 3-4 volte prima di rimanere da solo. I complimenti vanno anche ad Anastasia, che non ha mai saltato un cambio. Le braccia al cielo vanno tutte a Kevin. Ci tenevo tanto, qui a Roma che è la mia città preferita poi è il massimo!

Riccardo Lorello: “Avendo vinto il Piva da poco, ci eravamo messi d’accordo in tempi non sospetti che, se fossimo arrivati insieme, avrei lasciato a Mirko la vittoria. Lui da par suo ha avuto la gamba perfetta, io da amico fraterno glielo dovevo e spero che sia per lui una rinascita. Sono commosso per lui e per tutte le persone che lavorano in Padovani e che mi stanno vicini nella vita per permettermi di dare il massimo in bici ogni giorno.

Tommaso Anastasia: “Quando si è rotto il gruppo di testa al terzultimo giro, ho voluto subito seguire i due atleti della Padovani ma i crampi e le poche energie residue dopo una corsa all’attacco non mi hanno permesso di fronteggiare il loro gioco di squadra. Il piano orchestrato col nostro direttore sportivo Francesco Chicchi era di portare Alessio Menghini a un’eventuale volata, ma sapevamo che il Liberazione è soggetto a epiloghi più simili a gare di montagna che da sprinter, quindi eravamo tutti pronti a entrare nelle azioni. Peccato per non essere riuscito a lottare per la vittoria, ma un podio a Roma è sempre un bel risultato.”

Uno spettacolo, sia quello di oggi che quello di ieri, apprezzato dal presidente della Commissione Cultura, spettacolo, sport e cultura della Regione Lazio, Luciano Crea: “Il Gran Premio della Liberazione è un evento che aiuta a promuovere la cultura dello sport, oltre a a camminare di pari passo con l’aspetto della prevenzione della salute e che evidenzia la capacità organizzativa sia dei vertici del ciclismo nazionale che di Terenzi Sport Eventi, ai quali vanno i nostri complimenti. Inoltre parliamo di un evento internazionale che si svolge in un luogo iconico, mettendo in evidenza le bellezze di Roma, che merita sempre di essere lodata e supportata in ogni iniziativa che viene organizzata“.

Mentre il sole tramonta su Roma e l’inedito duo di speaker composto dal romagnolo Ivan Cecchini e dal siciliano Gaetano Pecoraro portano a termine il loro impeccabile racconto di questi 24 e 25 Aprile, il magico mix di agonismo e sano stile di vita che caratterizza i Lazio Bike Days non si esaurisce con la corsa ciclistica U23.

Il Liberazione Running

A concludere questo festivo sabato capitolino è infatti il Liberazione Running, gara podistica in collaborazione con Appia Run che ha richiamato circa 400 atleti sulle stesse strade dello storico evento ciclistico.

A racchiudere il senso profondo delle due giornate è l‘organizzatore Claudio Terenzi: “Insieme al mio fantastico gruppo di lavoro, che si impegna mesi e mesi per questi due giorni di ciclismo per tutti, abbiamo allestito una manifestazione che ha visto premiato l’impegno degli atleti e di chi permettere loro di esprimere il proprio talento. Abbiamo curato in maniera particolare la sicurezza, un tema per cui l’attenzione non è mai troppa, di pari passo con la cura che mettiamo per le tematiche sociali incarnate nella Bike4Fun – Pedalata e Camminate del Dono e dei Donatori, rafforzata dal Villaggio della Salute che ha svolto un ruolo fondamentale per l’informazione su salute e prevenzione. Ringrazio per l’indispensabile supporto la Regione Lazio e l’assessore Alessandro Onorato. L’unica categoria che non corre il Gran Premio della Liberazione è quella degli uomini professionisti, ma per quello vi do appuntamento al Gran Premio del Lazio il 19 settembre!

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