25 Aprile, fondatrice del Festival del giornalismo con bandiera dell’Ucraina allontanata da corteo

A Perugia, durante le celebrazioni del 25 Aprile, Arianna Ciccone, cofondatrice del Festival internazionale del giornalismo, è stata allontanata da un corteo organizzato da alcune associazioni nel centro storico perché esponeva la bandiera ucraina. Ciccone si è poi unita al corteo ufficiale del Comune, dove ha potuto partecipare senza problemi.
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I fatti Secondo quanto ricostruito, il fatto è avvenuto nel corteo partito da piazza Danti. Ciccone, che ha postato un video dell’episodio sul sul profilo Facebook, ha raccontato che le è stato chiesto di rimuovere la bandiera ucraina per poter restare nel corteo, con la motivazione che in quel contesto non erano ammesse bandiere. La giornalista ha riferito anche che, nel medesimo corteo, erano presenti altre bandiere, tra cui quelle palestinese e iraniana, e che alla richiesta di chiarimenti non avrebbe ricevuto spiegazioni precise sugli organizzatori. «Mi hanno solo detto – ha spiegato – di avere trovato un compromesso tra di loro e quindi le bandiere non ci dovevano essere». Ciccone ha aggiunto di essere stata invitata a togliere il simbolo dell’Ucraina con un paragone che ha contestato: «Mi hanno detto che era come andare a una manifestazione del Partito democratico con la bandiera di Fratelli d’Italia».
Il corteo Successivamente, la stessa Ciccone ha preso parte al corteo ufficiale organizzato dal Comune di Perugia, sottolineando di non aver incontrato alcuna opposizione alla presenza della bandiera ucraina e che nel discorso istituzionale della sindaca Vittoria Ferdinandi si è parlato più volte del conflitto in Ucraina.
I post Sui social, la cofondatrice del Festival ha poi commentato l’accaduto con toni molto critici: «Quando ti mandano via da un corteo perché la bandiera ucraina è provocazione – ha scritto – e ti dicono che è come andare alla manifestazione del Pd con la bandiera di Fratelli d’Italia, capisci che questa gente non è antifascista». Nel corteo, ha sottolineato, c’erano anche «le bandiere del regime fascista iraniano che sta massacrando il popolo iraniano. Quella bandiera per loro non era un problema. La bandiera del popolo ucraino che resiste contro l’invasore fascista russo sì».
Perugia civica Sul caso è intervenuta Perugia Civica, che in una nota ha definito quanto accaduto «una ferita al senso stesso della Festa della Liberazione». Il movimento ha espresso «profondo rammarico» per l’allontanamento di Ciccone e ha sottolineato che la bandiera ucraina rappresentava, a suo giudizio, una testimonianza di solidarietà verso un popolo in guerra. Nel comunicato si legge anche la solidarietà «piena e convinta» nei confronti della giornalista, con l’auspicio che il 25 Aprile torni a essere un momento di unità e non di esclusione.
FI Anche la giovanile di FI ha espresso solidarietà a Ciccone e condannato l’episodio. In una nota il movimento ha definito «vergognoso» che si possano verificare simili esclusioni durante una manifestazione legata al 25 Aprile, richiamando i valori della Resistenza. Il gruppo ha inoltre ribadito il proprio sostegno all’Ucraina, definita «paese sovrano e indipendente, aggredito dalla Russia di Putin».
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