Marche

Il 25 Aprile a Petritoli è nel ricordo di Gino “il Saltamacchia” Capriotti

PETRITOLI – Capriotti il 9 marzo del 1944 rimase ferito in combattimento durante un’imboscata dei tedeschi e, come spesso accade in guerra, si trovò ad essere un eroe quasi inconsapevolmente perché restò nella macchia per coprire i suoi compagni dall’avanzata tedesca. Quella odierna, per il sindaco Luca Pezzani, è «una festa di tutti, la libertà è un valore che appartiene a tutti noi che pertanto dobbiamo impegnarci a difendere»

Il 25 aprile nel ricordo di Gino Capriotti, detto il Saltamacchia, ovvero l’ immancabile appuntamento che, come da consuetudine, ogni anno in questa data si svolge a Moregnano, incantevole borgo frazione del Comune di Petritoli.

Alla cerimonia di deposizione della corona di alloro, avvenuta dopo la celebrazione della santa messa officiata da don Umberto Eleonori, hanno partecipato il sindaco di Petritoli Luca Pezzani, il comandante della sezione Carabinieri di Petritoli, Paolo Pulcini, oltre che le rappresentanze dell’Associazione Carabinieri in Congedo, della Protezione Civile, dell’Anpi – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

«Una festa di tutti, la libertà è un valore che appartiene a tutti noi che pertanto dobbiamo impegnarci a difendere – queste le parole di Pezzani che nel suo intervento ha ricordato le donne della Resistenza – un ruolo fondamentale quello delle donne, in quanto protagoniste della resistenza e della costruzione della Repubblica. Hanno contribuito in modo determinante alla nascita dell’Italia democratica – la conclusione di Pezzani – portando una visione nuova fondata sull’uguaglianza, sui diritti, sulla dignità della persona».

«Ringrazio le autorità qui presenti – l’intervento del rappresentante dell’Anpi – e porto i saluti del presidente dell’Anpi di Fermo. È un’occasione speciale e non potevamo mancare. Ricordiamo chi ha perso la vita per la nostra libertà come fece Gino. Non dobbiamo assolutamente dimenticare. Abbiamo fatto un patto con i partigiani, abbiamo preso in prestito, badate bene, la loro gioventù, il loro sangue per avere sindaci e capi di governo eletti. E abbiamo il dovere di non giocare con quello che ci è stato dato, ma di curarlo, sempre. Viviamolo questo dono – la conclusione del rappresentante Anpi – con responsabilità e combattiamo affinché tutti ne possano godere, oggi e domani. Io, voi e tutto il resto del mondo. Grazie».

Ci piace ricordare ai nostri lettori la storia del Saltamacchia, un ragazzo semplice, di umili origini, a soli 23 anni decise di entrare a far parte della banda di partigiani che operava intorno al Monte dell’Ascensione comandata dal tenente Gian Maria Paolini e dal sottotenente Settimio Berton, due ufficiali che non avevano aderito alla Repubblica di Salò.

Il 9 marzo del 1944 rimase ferito in combattimento durante un’imboscata dei tedeschi e, come spesso accade in guerra, si trovò ad essere un eroe quasi inconsapevolmente perché restò nella macchia per coprire i suoi compagni dall’avanzata tedesca.

Antonietta Vitali

L’intervento del sindaco Luca Pezzani

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