Migrazioni e cittadinanza planetaria, Giani e Dika: “Toscana terra di inclusione e dialogo”
All’iniziativa promossa da Meic Firenze, Pisa e Lucca con il patrocinio della Regione Toscana sono intervenuti il sottosegretario Dika, il docente di sociologia delle migrazioni Ambrosini e il fondatore del Gruppo di Lisbona Petrella
Scritto da Sara GhilardiFabrizia Prota, venerdì 22 maggio 2026 alle 19:01
Un incontro pubblico che mette al centro la riflessione sul tema “Migrazioni e cittadinanza planetaria”. L’iniziativa costituisce il sesto appuntamento di “Francesco e l’ecologia integrale: il grido della terra e dei poveri”, un itinerario culturale promosso da Meic Firenze su tematiche di attualità civile e politica dal respiro internazionale ispirato all’enciclica di papa Francesco Laudato si’.
Il pomeriggio di studi si è tenuto oggi, venerdì 22 maggio, nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati con il sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana Bernard Dika. Ad organizzarlo i gruppi diocesani di Firenze, Lucca e Pisa del Movimento ecclesiale di impegno culturale (Meic), con il supporto della delegazione regionale toscana.
“Un pomeriggio di riflessione profonda su temi di grande attualità, per cui ringrazio gli organizzatori dell’iniziativa dedicata a migrazioni e cittadinanza planetaria – ha detto il presidente Giani –. In un mondo attraversato da profonde crisi e disuguaglianze, la Toscana vuole confermare la propria vocazione ad essere terra di diritti e di accoglienza. I valori della dignità umana e della convivenza civile ci arrivano da lontano e fanno parte della nostra cultura. È compito nostro continuare a promuovere questa visione per costruire un futuro di giustizia e di pace”.
“Tutto nasce dallo sguardo che abbiamo nei confronti dell’altro – ha detto il sottosegretario Bernard Dika – se guardiamo alle migrazioni come a una minaccia invece che come a una delle grandi questioni del nostro tempo partiamo già sconfitti. In Toscana lavoriamo per una regione che non si chiuda, ma che sia terra di diritti e di accoglienza. La pace nasce dall’inclusione e dalla lotta alle disuguaglianze. La nostra responsabilità nei confronti della nostra comunità, ma anche a livello globale, è quella di promuovere il dialogo e di essere capaci di costruire ponti, non muri”.
“Abbiamo legato il tema delle migrazioni con il tema della cittadinanza planetaria, cioè della universalità dei diritti da riconoscere a ogni persona e ai vari momenti e luoghi in cui questa si esprime – ha spiegato Enzo Cacioli, presidente del Meic di Firenze –. Quindi è importante per noi dare un taglio ampio alla riflessione che ci possa permettere di allargare lo sguardo e capire che essere cittadini del mondo è l’unica condizione per superare le conflittualità che in maniera gravissima stanno funestrando questo momento storico”.
A prendere la parola anche Maurizio Ambrosini, vicepresidente nazionale del Meic e docente di sociologia delle migrazioni all’Università degli Studi di Milano, con l’intervento dal titolo “L’accoglienza comincia dallo sguardo. Immigrati e rifugiati oltre le polemiche”. “C’è una visione dell’immigrazione ansiogena, drammatizzante e fondamentalmente sbagliata – ha affermato – che credo sia figlia delle nostre paure, di insicurezze e di un declino economico. Gli immigrati diventano il capro espiatorio di molti problemi e inadeguatezze della nostra società, che in realtà esistono, ma che non hanno la loro radice nell’immigrazione”.
Riccardo Petrella, fondatore del Gruppo di Lisbona e della European inter-University Association on Society Science and Technology, in collegamento da Bruxelles, ha infine affrontato il tema “Cittadinanza planetaria e lotta alla povertà”.
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