Il capolavoro nascosto di RaiPlay: il film premiato a Cannes da vedere stasera
La library delle piattaforme di streaming digitale riserva spesso sorprese straordinarie a chi sa guardare oltre i titoli di tendenza pompati dagli algoritmi commerciali. Tra i meandri dell’offerta gratuita del servizio pubblico italiano si nasconde un’opera cinematografica di immenso valore artistico, un lungometraggio che ha saputo conquistare le giurie internazionali più severe ma di cui il grande pubblico parla ancora troppo poco. Questo gioiello della cinematografia contemporanea, caratterizzato da una regia solida e da interpretazioni magistrali, dimostra come il cinema d’autore riesca a toccare corde emotive profonde senza la necessità di budget colossali o di effetti speciali invasivi. Scegliere questa visione per la prima serata significa immergersi in un racconto potente, capace di lasciare un segno indelebile nello spettatore ben oltre i titoli di coda finali.
L’opera si sviluppa attraverso una narrazione densa e stratificata, dove i silenzi e la composizione delle inquadrature contano quanto i dialoghi serrati tra i protagonisti. La critica specializzata ha lodato unanimemente la capacità del cineasta di fotografare i conflitti umani con un realismo privo di filtri, dote che ha permesso al titolo di trionfare sulla prestigiosa Croisette francese.
L’intensità drammatica di Close
Il catalogo della piattaforma si conferma una risorsa insostituibile per l’intrattenimento domestico a costo zero, una vera e propria videoteca virtuale dove le pellicole commerciali lasciano spazio a progetti indipendenti di respiro globale. La proposta cinematografica che merita un’attenzione assoluta è Close, lungometraggio distribuito nelle sale nel 2022 e diretto dal talentuoso regista belga Lukas Dhont. La pellicola ha rappresentato uno dei punti più alti della settantacinquesima edizione del Festival di Cannes, contesto internazionale dove ha saputo conquistare il prestigioso Grand Prix Speciale della Giuria grazie alla sua forza espressiva e alla delicatezza nel trattare le dinamiche umane.
Al centro della trama troviamo la vicenda esistenziale di Leo e Rémi, due tredicenni legati da un rapporto di affetto fraterno e di complicità assoluta, cresciuti insieme condividendo ogni momento della quotidianità rurale. Questa armonia quasi idilliaca è destinata a incrinarsi bruscamente con l’ingresso dei due ragazzi nel mondo della scuola superiore, un ambiente caratterizzato da nuove regole sociali e dal giudizio spietato dei coetanei. I compagni di classe iniziano infatti a etichettare e interpretare la loro profonda vicinanza affettiva come qualcosa che supera i confini di una normale amicizia maschile. La pressione sociale e i pettegolezzi scolastici generano un’immediata frattura psicologica tra i due giovani, spingendo Leo ad allontanarsi progressivamente dall’amico d’infanzia per timore del giudizio altrui, una scelta che innescherà una serie di conseguenze drammatiche e dolorose per le vite di entrambi.
Il talento di Lukas Dhont e la scoperta di nuovi volti
Il regista belga, già ampiamente celebrato dalla critica internazionale per la sua opera d’esordio intitolata Girl, conferma con questo secondo lavoro una straordinaria maturità artistica e una sensibilità fuori dal comune nella direzione degli attori. La forza trainante del film risiede nelle interpretazioni magistrali dei due giovanissimi protagonisti, Eden Dambrine e Gustav De Waele, capaci di restituire sullo schermo tutta la gamma di emozioni contrastanti che caratterizza l’età evolutiva. La cinepresa indugia sui loro sguardi, catturando il passaggio repentino dalla spensieratezza dell’infanzia alle prime dolorose consapevolezze dell’adolescenza, un territorio di transizione psicologica descritto senza alcuna concessione al patetismo.
La pellicola affronta tematiche universali legate all’omofobia interiorizzata, al bisogno di accettazione sociale e al senso di colpa precoce, muovendosi con una grazia visiva che contrasta magnificamente con la durezza degli eventi narrati. La fotografia sfrutta i colori caldi dei campi di fiori in cui i ragazzi corrono all’inizio della storia, per poi passare a tonalità più fredde e opprimenti man mano che il muro dell’incomprensione si solleva tra i due. Questa cura maniacale per l’aspetto visivo e sonoro eleva il film al di sopra dei classici racconti di formazione, trasformandolo in una riflessione profonda sulla fragilità dei legami umani.
Un’opportunità culturale gratuita
L’accessibilità immediata di un capolavoro di questo livello all’interno di una piattaforma streaming gratuita rappresenta un’opportunità imperdibile per il pubblico italiano. Troppo spesso i film premiati nei principali festival europei faticano a trovare una distribuzione commerciale duratura nelle sale di provincia, finendo per essere ingiustamente dimenticati dopo poche settimane di programmazione. Il lavoro di recupero editoriale operato dal servizio pubblico permette a queste opere di vivere una seconda e duratura giovinezza digitale, raggiungendo una platea potenziale di milioni di spettatori pronti a farsi emozionare da storie autentiche.
Dedicare una serata alla visione di questa pellicola significa scegliere un cinema che non vuole semplicemente intrattenere, ma che si propone di interrogare la coscienza di chi guarda, lasciando domande aperte e riflessioni destinate a sedimentare a lungo. Close rimane un esempio luminoso di come la settima arte possa esplorare l’animo umano con rispetto e potenza visiva, un titolo fondamentale che merita di essere riscoperto e condiviso.
Source link




