“Messaggio a Vance in caso di morte”. Cosa c’è dietro alla lettera segreta di Trump
Il vice assistente di Donald Trump, Sebastian Gorkha, ha rivelato nel corso di un’intervista a Pod Force One, il podcast del New York Post, che in un cassetto della Resolute desk, la scrivania dello Studio Ovale, c’è una lettera scritta dal tycoon e indirizzata al vicepresidente JD Vance con istruzioni precise “nel caso succedesse qualcosa” al leader degli Stati Uniti. “Abbiamo dei protocolli, credetemi. Non posso parlarne ma abbiamo dei protocolli”, ha detto Gorkha, funzionario antiterrorismo dell’amministrazione repubblicana che, ricorda il Washington Post, ha incentrato gran parte della sua carriera sulla lotta all’estremismo islamico e all’immiigrazione clandestina.
L’alto funzionario Usa, che ha rilasciato l’intervista poche ore prima dell’inizio della missione di Trump a Pechino, ha sottolineato che esistono delle regole di successione che verrebbero seguite qualora la Cina, o un altro attore ostile, riuscisse ad eliminare il presidente americano. Gorkha si è mostrato comunque scettico rispetto all’ipotesi che Paesi stranieri possano tentare di uccidere The Donald durante, ad esempio, la visita conclusasi ieri nella capitale della Repubblica Popolare Cinese.
Lo zar antiterrorismo ha infatti dichiarato che “tutti vogliono essere riconosciuti da quest’uomo. È la persona più potente che abbiamo visto dai tempi di Eisenhower. Giusto? È un uomo con cui tutti vogliono sedersi al tavolo, partecipare alla cena di stato, ricevere riconoscimenti”.
Come dimostrano i diversi attentati subiti da Trump, l’ultimo ad aprile alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca a Washington, le minacce contro The Donald non mancano. A proposito di death note, lo stesso tycoon a gennaio ha dichiarato di aver lasciato “istruzioni molto precise” nel caso di un suo assassinio da parte di Teheran. “Ho lasciato un avviso”, ha detto Trump sottolineando che l’intero Iran verrebbe fatto “saltare in aria”.
Oltre a quello avvenuto all’hotel Hilton di Washington, Trump è sopravvissuto ad altri due tentativi di assassinio, entrambi nel corso della campagna elettorale del 2024. Il primo a luglio quando un proiettile sparato da Thomas Crooks lo sfiorò ad un comizio a Butler, in Pennsylvania. Un sostenitore del repubblicano rimase ucciso prima che i servizi segreti riuscissero a neutralizzare Crooks. L’altro attentato avvenne due mesi dopo presso il golf club di Trump a Palm Beach quando Ryan Routh sparò all’allora candidato alla presidenza mentre stava giocando a golf.
Dopo l’episodio al galà dei corrispondenti della Casa Bianca, il peggiore degli scenari per un presidente americano è al centro della discussione pubblica.
Secondo un sondaggio pubblicato lunedì scorso, il 54% degli americani nutre dubbi sull’autenticità dei tre attentati contro il miliardario. Il portavoce dell’amministrazione repubblicana ha reagito ai risulati del sondaggio affermando che “chiunque pensi che il presidente Trump abbia inscenato i propri tentativi di assassinio è un completo idiota”.
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