Sicilia

Meloni non arretra su Kiev e chiude a Vannacci: voglio governare senza ricatti

Giorgia Meloni manda un avviso all’interno della coalizione. E un messaggio al suo elettorato, per ribadire in sostanza quale sarà il «voto utile». «Sono perfettamente consapevole che il nostro appoggio all’Ucraina può avere un prezzo politico, che possa esserci anche una parte del nostro elettorato che non è d’accordo, ma non intendo cambiare posizione», afferma nel libro di Bruno Vespa, come a rispondere alle continue resistenze leghiste, con il pacchetto di aiuti militari per l’Ucraina atteso a giorni dal Copasir, e il decreto cornice in scadenza a fine anno.

E chiude nuovamente la porta all’ipotesi di un’alleanza con Roberto Vannacci: «Voglio chiedere agli italiani di continuare a governare senza ricatti. Non ero ricattabile prima, non mi sono fatta ricattare in questi anni di governo, non intendo esserlo domani». «Non sono ricattabile», disse Meloni quattro anni fa, nel pieno delle trattative con Silvio Berlusconi per la nascita del suo governo. Un aggettivo che ora torna utile per chiarire quale possa essere il rischio di un’alleanza con Futuro nazionale.

Ragionamenti emergono nel giorno in cui un nuovo sondaggio, quello di Youtrend per Sky Tg24, conferma FdI in crescita al 28,1% (+1,1 rispetto l’8 ottobre), confortando chi nel partito crede che stiano pagando le mosse securitarie dopo gli scontri di piazza, e Futuro nazionale in calo, al 7%. Secondo la rilevazione, il campo largo raccoglie complessivamente il 44% mentre il centrodestra si ferma al 41,9%, includendo anche Sud chiama Nord di Cateno De Luca, che si intesta la frenata alla «fuga di voti verso Vannacci».

«Io – è la linea di Meloni – voglio tornare al governo e lo voglio fare con il centrodestra che conosciamo, arricchito da nuovi movimenti civici che si stanno formando e possono rafforzare la nostra offerta politica». Tra questi potrebbe rientrare anche Alternativa popolare, i cui dirigenti, a partire dal presidente Paolo Alli, ieri hanno avuto «un lungo e proficuo incontro» con Giovanni Donzelli nella sede di FdI. L’obiettivo è il 42% che, con la nuova legge elettorale, vale il premio di maggioranza. Secondo Arianna Meloni, «gli italiani si sono semplicemente accorti del bluff di Vannacci».

Dal canto suo il generale ribalta il discorso: «Mi chiedo come mai Meloni voglia far vincere il centrosinistra». E comunque ritiene che la leader di FdI «a 30-40 giorni dalle elezioni prenderà le sue decisioni». “Gli sgherri di Meloni sono stati lanciati – è sicuro Vannacci -: mi riferisco a La Russa, le varie Ronzulli, Tajani ed Occhiuto, che erigono mura e fanno dichiarazioni di incompatibilità.

Le decisioni si prendono a ridosso delle elezioni, noi non ci muoveremo dalle nostre linee rosse». Alle urne – è la convinzione diffusa nel centrodestra – potrebbero mancare meno di cinque mesi. «Dipende dal governo, da come si trova a gennaio o febbraio, perché per votare prima bisognerebbe sciogliere entro quei mesi – il ragionamento del presidente del Senato Ignazio La Russa -. Bisogna vedere se in quel momento il governo è convinto di poter ancora dare, di poter continuare a dare molto all’Italia oppure se il clima preelettorale, prematuramente partito, consigli di andare a votare prima nell’interesse del bene comune, di quello del Paese. Io credo che Giorgia Meloni sceglierà avendo, come sempre, come stella polare l’interesse dell’Italia».


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