Sardegna

Medici nel carcere di Massama, il Sappe: “Ora serve una presenza stabile”

Oristano

L’intervento del segretario regionale del sindacato della Polizia penitenziaria, Luca Fais

“L’assistenza medica è assolutamente necessaria e non può limitarsi ai soli interventi della guardia medica o del 118”. Il Sappe accoglie con soddisfazione l’arrivo di dieci medici nel carcere di Massama, ma chiede che il potenziamento sanitario annunciato sia solo il primo passo verso una presenza stabile del medico all’interno dell’istituto.

“Sicuramente accogliamo con soddisfazione l’arrivo dei medici al carcere di Oristano ed all’occasione ringraziamo tutti coloro che si sono impegnati per raggiungere questo risultato”, afferma Luca Fais, segretario regionale del Sappe, il sindacato della Polizia penitenziaria. Fais sottolinea anche il ruolo istituzionale della Prefettura di Oristano nel percorso che ha portato al rafforzamento dell’assistenza sanitaria nel penitenziario.

Per il sindacato, però, il problema non può dirsi risolto. “Ovviamente questo è un primo passo al quale dovranno seguire altri interventi per assicurare la presenza costante del medico all’interno del carcere in tutte le fasce orarie”.

Fais richiama anche le conseguenze che eventuali vuoti assistenziali potrebbero avere sull’intero sistema. “Conosciamo bene le difficoltà del sistema sanitario isolano ma l’eventuale assenza del medico all’interno del carcere non farebbe altro che aggravare le difficoltà operative dell’ospedale di Oristano compromettendo anche la sicurezza all’interno del penitenziario e degli operatori che vi prestano servizio”.

Il commento del Sappe arriva dopo la notizia dell’arrivo, per sei mesi, di dieci medici nel carcere di Massama, dove l’assistenza sanitaria è da tempo segnata da gravi carenze. Oggi la struttura ospita 253 detenuti, soprattutto in regime di alta sicurezza, e deve fare i conti anche con la mancanza di specialisti, a fronte di numerosi casi di patologie psichiatriche e pluripatologie. Le criticità erano state denunciate più volte dalla garante dei detenuti Irene Testa, dagli stessi reclusi e anche dagli infermieri del penitenziario.

Venerdì, 22 maggio 2026

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