MedFest Egypt torna con 85 cortometraggi da 25 Paesi- Cineblog
Il MedFest Egypt torna da oggi, 10 settembre 2026, al 14 settembre nel campus di Piazza Tahrir dell’Università Americana del Cairo, con oltre 85 cortometraggi da più di 25 Paesi e un tema, “Outside the Frame”, pensato per raccontare ciò che resta ai margini dell’immagine: storie personali, salute mentale, identità, relazioni e sguardi spesso lasciati
10 Settembre 2026 13:32
Il MedFest Egypt torna da oggi, 10 settembre 2026, al 14 settembre nel campus di Piazza Tahrir dell’Università Americana del Cairo, con oltre 85 cortometraggi da più di 25 Paesi e un tema, “Outside the Frame”, pensato per raccontare ciò che resta ai margini dell’immagine: storie personali, salute mentale, identità, relazioni e sguardi spesso lasciati fuori campo.
MedFest Egypt 2026 al Cairo, il cinema breve guarda “fuori dall’inquadratura”
Nel cuore del Cairo, a pochi passi da una delle piazze più riconoscibili della città, il festival apre la sua ottava edizione con un programma costruito attorno al cortometraggio e al dialogo tra cinema, società e salute mentale. Non solo proiezioni, dunque. Il MedFest Egypt, nato come appuntamento annuale dedicato alle connessioni tra immagini e benessere psicologico, propone anche incontri, conversazioni con gli autori e momenti di confronto con operatori culturali e professionisti del settore.
Il tema scelto per il 2026, “Outside the Frame” — Fuori dall’inquadratura — invita a spostare lo sguardo oltre il centro della scena. È lì, spiegano gli organizzatori, che spesso si trovano le fragilità meno visibili, le storie laterali, i dettagli che cambiano il senso di un racconto. Una linea curatoriale che attraversa fiction, documentari, animazioni e opere sperimentali, in un’edizione che guarda al pubblico giovane ma non solo. Anche questo, al Cairo, conta.
Oltre 85 cortometraggi da 25 Paesi e 11 sezioni in programma
Il cartellone del MedFest Egypt 2026 raccoglie più di 85 film brevi, selezionati da oltre 25 Paesi, e li distribuisce in 11 sezioni. Sei di queste sono dedicate al concorso ufficiale per cortometraggi, mentre le altre aprono a percorsi paralleli, retrospettive leggere, produzioni scolastiche e lavori arrivati da festival e piattaforme internazionali.
La varietà dei linguaggi è uno dei tratti più evidenti del programma: accanto ai cortometraggi di finzione, ci sono documentari, film d’animazione e opere più ibride, a metà strada tra ricerca visiva e racconto personale. In alcuni casi, secondo quanto indicato dal festival, le storie affrontano il disagio, la cura, i legami familiari o il peso delle aspettative sociali. In altri scelgono toni più obliqui, quasi minimi. Pochi minuti, a volte, bastano.
L’edizione di quest’anno conferma anche l’attenzione del festival per una platea internazionale. La presenza di opere provenienti da aree geografiche diverse consente, nelle intenzioni della direzione artistica, di mettere in dialogo culture cinematografiche e sensibilità differenti, senza ridurre il programma a una semplice vetrina. Il corto, qui, diventa una forma agile. Ma non minore.
Giuria internazionale e premi, con un riconoscimento dedicato alla fotografia
A valutare i film del concorso ufficiale sarà una giuria composta da figure del cinema, della critica, della programmazione festivaliera e della salute mentale. Tra i nomi annunciati ci sono Jukka-Pekka Laakso, direttore del Tampere Film Festival in Finlandia, la regista egiziana Mariam Abou Ouf, lo scrittore e attore Ahmed Abdel Wahab ed Elena Roubashevskaya, vicepresidente della Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica (Fipresci).
I riconoscimenti previsti includono il premio per il Miglior Film, quello per il Miglior Regista Emergente Egiziano, il Miglior Film Egiziano, una Menzione Speciale e il Premio del Pubblico. Quest’ultimo, spesso, è il termometro più immediato della sala: applausi, discussioni all’uscita, commenti nei corridoi dell’università. Dettagli piccoli, ma utili a capire dove arriva davvero un film.
Il premio per il Miglior Regista Emergente Egiziano, assegnato in collaborazione con l’Ambasciata di Francia e l’Institut français d’Égypte, offrirà al vincitore la possibilità di partecipare al Festival Internazionale del Cortometraggio di Clermont-Ferrand, in Francia, uno degli appuntamenti più seguiti al mondo per il cinema breve. Tra le novità del 2026 figura poi il premio “Magdy Helal and Kyrillos Salah – Outside the Frame”, dedicato alla Miglior Fotografia. Un riconoscimento che, nel contesto del tema scelto, assume un peso non solo tecnico: l’inquadratura, questa volta, è anche una domanda.
Panorama, Hamburg Film Festival e la sfida dei film realizzati in 72 ore
Accanto al concorso, la sezione Panorama ospita opere fuori gara provenienti da festival internazionali, scuole di cinema e piattaforme digitali. L’ospite d’onore di questa edizione è l’Hamburg Film Festival, presente con una selezione di titoli che saranno proiettati durante i cinque giorni della rassegna. Nel programma entrano anche lavori realizzati dagli studenti della scuola di cinema di Praga e produzioni firmate da Cineolio, casa di produzione con sede negli Emirati Arabi Uniti.
Per la prima volta, il MedFest Egypt presenterà inoltre i cortometraggi selezionati nell’ambito della “72-Hour Filmmaking Challenge”, una sfida creativa che ha chiesto ai partecipanti di ideare, girare, montare e consegnare un film breve nell’arco di 72 ore. Tre giorni soltanto. Una corsa contro il tempo, tra sceneggiature scritte in fretta, set improvvisati e montaggi chiusi all’ultimo minuto.
La scelta di includere questi lavori nel programma ufficiale allarga il perimetro del festival e intercetta una generazione abituata a produrre immagini con strumenti leggeri, spesso fuori dai circuiti tradizionali. In fondo, è ancora il tema di quest’anno a tornare: guardare oltre la cornice, cercare voci laterali, dare spazio a chi prova a raccontare una storia anche quando il tempo, le risorse e il campo visivo sembrano stretti. Al Cairo, fino al 14 settembre, il corto resta il punto di partenza. E anche il punto di incontro.
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