Emilia Romagna

Maurizio Cevenini, chi era il Cev: il ricordo di Bologna


Ci sono nomi che a Bologna non hanno bisogno di cognome. Basta dire “il Cev” e tutti capiscono subito di chi si parla. Maurizio Cevenini, storico volto della politica bolognese e regionale, resta ancora oggi una delle figure più amate e popolari della città, simbolo di una politica vicina alle persone, fatta di strette di mano, ascolto e presenza costante nei quartieri. A distanza di anni dalla sua scomparsa, il ricordo di Cevenini continua a vivere nei racconti dei bolognesi, nei luoghi che frequentava ogni giorno e in quel modo diretto, umano e quasi familiare di fare politica che lo aveva reso trasversale, apprezzato anche da chi non condivideva le sue idee.

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Chi era Maurizio Cevenini

Nato a Bologna il 1 agosto 1957, Maurizio Cevenini è stato uno dei protagonisti della vita pubblica cittadina dagli anni Ottanta fino al 2012. Esponente della sinistra bolognese, militò prima nel Pci, poi nei Ds e infine nel Partito Democratico. È stato consigliere comunale, consigliere regionale e presidente del Consiglio comunale di Bologna, oltre a ricoprire ruoli importanti in Regione Emilia-Romagna. Ma al di là delle cariche istituzionali, ciò che lo distingueva era il rapporto diretto con le persone. Per tutti era semplicemente “il Cev”, soprannome che raccontava già tutto: una figura accessibile, popolare, riconoscibile, lontana dalla formalità della politica tradizionale.

Il politico delle persone

Cevenini era famoso per la sua presenza continua sul territorio. Partecipava a feste di quartiere, eventi sportivi, sagre, incontri pubblici, iniziative benefiche. Salutava tutti, conosceva nomi e storie, ascoltava problemi concreti. Era il volto di una Bologna popolare e partecipata, capace di tenere insieme istituzioni e vita quotidiana. Amava profondamente la città e soprattutto il Bologna Fc, altra sua grande passione che condivideva apertamente. Il suo stile diretto e spontaneo gli aveva costruito un consenso raro, che andava oltre gli schieramenti politici. Era considerato uno di quei politici “che la gente sente vicino”.

La tragedia del 2012

Il 8 maggio 2012 Bologna si svegliò con una notizia che lasciò la città senza parole: Maurizio Cevenini era morto a 54 anni dopo essere precipitato dal settimo piano del suo appartamento in via dei Bersaglieri. La notizia provocò un’ondata di commozione enorme. Migliaia di persone parteciparono ai funerali, trasformati in un lungo abbraccio collettivo. Piazza Maggiore e Palazzo d’Accursio divennero luoghi di memoria spontanea, con fiori, messaggi e fotografie lasciate dai cittadini. Per Bologna fu un lutto autentico, quasi familiare.

Il ricordo ancora vivo

Ancora oggi il nome di Maurizio Cevenini viene citato come esempio di politica empatica e radicata nel territorio. Non solo dagli ex colleghi, ma soprattutto dai cittadini che continuano a ricordarlo con affetto sincero. In suo nome sono state dedicate iniziative, spazi pubblici – tra cui l’omonima piazzetta al quartiere Navile che verrà completamente rinnovata – e momenti commemorativi.  Ricordare Maurizio Cevenini significa ricordare una stagione politica in cui il contatto umano era centrale. Non era solo un amministratore, ma una presenza costante nella vita cittadina. Per questo il “Cev” resta ancora oggi una figura unica nella memoria collettiva bolognese: non soltanto un politico, ma un pezzo di identità della città. 

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