Maturità 2026 e tototema: Montale grande assente dal 2012. Per il classico sfida aperta tra Seneca e Tacito. L’indagine

Mettiamo da parte per un attimo le sfere di cristallo e i gruppi WhatsApp intasati di previsioni improbabili. Scommettere sulla traccia giusta per la prima e seconda prova è praticamente lo sport nazionale di ogni maturando, ma la storia ci insegna che il Ministero ha delle abitudini piuttosto radicate.
Per aiutare i maturandi a ottimizzare il ripasso di queste ultime settimane, Skuola.net ha passato al setaccio tutte le scelte di Viale Trastevere dal 2000 a oggi. E le sorprese, tra grandi assenti e ritorni annunciati, non mancano.
Latino: una sfida a due
Per gli studenti del liceo classico, l’appuntamento con la versione si gioca da sempre su due nomi ben precisi. Esaminando i registri ministeriali dal dopoguerra a oggi, infatti, emerge un serrato testa a testa tra due maestri della latinità: Cicerone svetta con 17 assegnazioni, seguito a brevissima distanza da Seneca con 16 apparizioni.
Considerando che Cicerone è stato proposto di recente nel 2025, l’attenzione dei docenti si concentra su un possibile ritorno di Seneca, assente dal 2023, o in alternativa di Tacito, mancante dal 2019. Più remote le probabilità legate a Quintiliano o al vero primatista di assenze, Plinio il Giovane, lontano dai fascicoli dal 1992.
Prima prova: il primato del Novecento e l’assenza di Montale
Per quanto riguarda invece la prima prova, l’orientamento consolidato, favorito anche dalla Riforma Fedeli, premia quasi esclusivamente gli autori del secolo scorso. La vetta della classifica spetta a Giuseppe Ungaretti con 4 presenze, ma la sua recente uscita nel 2024 raffredda le probabilità di un bis. A quota 3 troviamo Salvatore Quasimodo, proposto nel 2023, e il grande atteso Eugenio Montale, clamorosamente assente dai fascicoli dal 2012.
Scendendo a due assegnazioni incrociamo Luigi Pirandello, visto di recente nel 2024, e Dante Alighieri, protagonista di un’insolita doppietta tra il 2005 e il 2007. L’archivio ministeriale pullula poi di autori apparsi come vere e proprie meteore in una sola occasione: dalle sorprese Claudio Magris (2013) e Giorgio Caproni (2017), alle scelte più tradizionali come Leonardo Sciascia (2019), la coppia ottocentesca formata da Giovanni Pascoli e Giovanni Verga (2022) e il recentissimo Giuseppe Tomasi di Lampedusa (2025).
Infine, la lunga panchina dei giganti. Nomi del calibro di Umberto Saba (2000), Cesare Pavese (2001), Alberto Moravia (2003), Primo Levi (2010) e Italo Calvino (2015) figurano con una sola, sbiadita presenza.
Tracce argomentative: digitale e anniversari in primo piano
Passando alle tematiche di carattere generale, le preferenze si orientano nettamente verso l’evoluzione della nostra società. Il podio è occupato dalla tecnologia e dal mondo digitale, scelti in ben 15 occasioni. Le tracce hanno accompagnato i cambiamenti del nostro tempo, partendo dalle riflessioni sui primi SMS per approdare ai complessi interrogativi sull’iperconnessione e sulle dinamiche dei social network.
Un ruolo di primissimo piano è riservato alla Costituzione e all’educazione civica, esplorate 11 volte. Questi argomenti si legano frequentemente alla memoria storica e all’antimafia, rendendo omaggio a figure come Paolo Borsellino. Il Ministero mostra inoltre una spiccata tendenza a valorizzare le ricorrenze esatte, trasformando spesso gli anniversari delle Guerre del ‘900 e dei grandi eventi storici in preziosi spunti di riflessione.
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