Marito separato controlla gli spostamenti dell’ex moglie e della figlia con le telecamere

di Enzo Beretta
Perseguita l’ex moglie con una serie di comportamenti reiterati, tra minacce, controlli e atti intimidatori, arrivando a condizionare pesantemente la sua vita quotidiana. Per questi fatti la Procura della Repubblica di Perugia ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di un perugino di 44 anni. L’imputazione riguarda il reato di stalking e prende in esame una serie di condotte che sarebbero state poste in essere nei confronti della ex moglie, con l’obiettivo – secondo l’accusa – di costringerla a «lasciare l’abitazione familiare assegnata in sede di separazione». Tra gli episodi contestati figurano molestie e minacce ripetute, con l’uomo che avrebbe più volte intimato alla donna che «deve lasciare casa», oltre a «controllarne i movimenti» e quelli della figlia attraverso le immagini di un sistema di videosorveglianza.
Le accuse Il quadro ricostruito dagli inquirenti descrive una serie di comportamenti vessatori: l’imputato avrebbe parcheggiato l’auto davanti all’ingresso dell’abitazione per impedire alla donna di uscire liberamente, costringendola a chiedere il permesso per utilizzare la propria vettura, e l’avrebbe minacciata anche tramite messaggi, tra cui «stasera buco le gomme a tutte le macchine». In un episodio le avrebbe danneggiato l’auto con una mazza, mandando in frantumi il vetro posteriore, mentre in un altro avrebbe sottratto il telecomando del sistema di videosorveglianza dell’abitazione e del garage. Le contestazioni includono anche telefonate e messaggi offensivi, urla e insulti legati persino alla presenza di amici della figlia in casa, oltre ad atti fisici come lo strattonamento per i capelli, accompagnato da minacce gravi, tra cui quella che «se fosse stata un uomo l’avrebbe ammazzata». Secondo l’accusa, tali condotte avrebbero provocato nella vittima «un perdurante e grave stato di ansia e di paura», inducendola a modificare le proprie abitudini di vita per timore per la propria incolumità – riporta la richiesta di rinvio a giudizio -.
Indagini Gli episodi si sarebbero verificati a Perugia nel 2023, con una condotta definita come «perdurante nel tempo». La persona offesa ha presentato denuncia querela e reso dichiarazioni agli investigatori, elementi che, insieme agli esiti delle indagini e ai verbali raccolti, costituiscono il quadro probatorio acquisito. Tra le fonti indicate figurano anche attività delegate alla squadra mobile e ulteriori sommarie informazioni testimoniali.
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