Marilyn Monroe, un secolo di fascino e mistero
12 giugno 2026 – ore 09:00 – Cento anni dopo la sua nascita, Marilyn Monroe continua a incantare il mondo. Nata il 1° giugno 1926 come Norma Jeane Mortenson, la diva per eccellenza di Hollywood resta una presenza viva nell’immaginario collettivo, sospesa tra mito e realtà, tra luce abbagliante e ombre mai del tutto dissipate. A celebrare il centenario della sua nascita molti articoli di giornale e una grande mostra dal titolo “Marilyn Monroe: A Portrait”, inaugurata alla National Portrait Gallery di Londra. Un’esposizione che ripercorre la vita, la carriera e l’eredità culturale dell’attrice, attraverso gli scatti dei più grandi fotografi del Novecento, da Richard Avedon a Cecil Beaton, da Eve Arnold a Milton Greene. La rassegna raccoglie immagini celebri e molte fotografie meno conosciute della diva, alcune delle quali mostrano una Marilyn più Norma Jeane, ancora lontana dai riflettori, intima e sfuggente.
D’altra parte l’essenza di questa donna, affascinante e misteriosa, ci arriva ormai solamente attraverso i suoi ritratti, immagini che sembrano aver fermato il tempo. Lo sguardo luminoso, il sorriso irresistibile, la sensualità naturale continuano a parlare alle nuove generazioni con la stessa forza di allora. Eppure dietro le sue fotografie si nasconde una storia molto più complessa di quella raccontata dalla leggenda.
Le immagini della giovane Norma Jeane, ancora lontana dalla fama, raccontano la ragazza cresciuta tra famiglie affidatarie e orfanotrofi, alla ricerca di un posto nel mondo. Gli scatti degli anni Cinquanta mostrano l’ascesa della star capace di conquistare Hollywood con film entrati nella storia come Gli uomini preferiscono le bionde, Quando la moglie è in vacanza e A qualcuno piace caldo. Ma raccontano anche quanto Marilyn fosse consapevole della propria immagine e una donna determinata a non essere soltanto un simbolo di bellezza. Non una semplice musa davanti all’obiettivo, ma una protagonista attiva nella costruzione del proprio mito, capace di scegliere pose, controllare fotografie e indirizzare il racconto della sua figura pubblica.
Dietro il successo, tuttavia, si celavano fragilità profonde. I matrimoni falliti con Joe DiMaggio e Arthur Miller, l’insonnia, la dipendenza dai farmaci, il bisogno costante di approvazione e la difficile ricerca di equilibrio emotivo che accompagnarono gran parte della sua esistenza. Negli ultimi anni della sua vita, mentre il mondo continuava a vederla come la donna più desiderata del pianeta, Marilyn combatteva battaglie interiori sempre più dolorose.
Particolarmente toccanti sono le sue ultime immagini, realizzate poche settimane prima della sua morte, nell’agosto del 1962. In quegli scatti il sorriso è ancora presente, ma sembra attraversato da una sottile malinconia, come se la macchina fotografica fosse riuscita a cogliere qualcosa che andava oltre la celebrità e la bellezza.
A distanza di un secolo dalla sua nascita, Marilyn Monroe continua a esercitare un fascino che nessun’altra icona del cinema è riuscita davvero a eguagliare. Forse perché nella sua immagine convivono due persone, la stella luminosa che il mondo ha amato e la donna vulnerabile che ha cercato per tutta la vita di essere compresa. E chissà se proprio quegli scatti che l’hanno resa immortale possono riuscire a regalarci qualche indizio autentico sui tormenti, sulle paure e sui fantasmi interiori che l’hanno accompagnata durante la sua esistenza e che, in fondo, continuano ad avvolgere di mistero anche la sua morte.
Articolo di Silvia Fatur




