Mancano posti letto e unità operative

Il nuovo Atto aziendale della Asl Lanciano Vasto Chieti finisce sotto la lente del Comitato civico “Salute Pubblica” di Chieti. In una nota firmata dal coordinatore Walter Palumbo e indirizzata al direttore generale Mauro Palmieri, vengono sollevati diversi dubbi sull’organizzazione prevista dal documento trasmesso al Dipartimento regionale Salute per la valutazione e la successiva approvazione.
Secondo il Comitato, alcuni passaggi relativi all’assegnazione dei posti letto e delle unità operative non sarebbero coerenti con quanto previsto dalla legge regionale 60 del 2023 e dal decreto ministeriale 70 del 2015. Da qui la richiesta alla direzione generale di fornire chiarimenti e, soprattutto, di intervenire sulla dotazione di lungodegenza e riabilitazione della provincia di Chieti.
Una delle richieste riguarda direttamente l’ospedale di Chieti. Il Comitato invita infatti la Asl a seguire quanto già fatto dall’azienda sanitaria di Pescara nel 2024, quando furono attivati 20 posti di lungodegenza non previsti dalla rete ospedaliera regionale. Una soluzione che, secondo Salute Pubblica, dovrebbe essere adottata anche al Santissima Annunziata per favorire il trasferimento dei pazienti nella fase post-acuta, evitando permanenze prolungate nei posti di Osservazione breve intensiva e nei reparti ordinari di Medicina e Chirurgia.
Nella disamina allegata alla nota il Comitato sostiene inoltre che alla Asl Lanciano Vasto Chieti mancherebbero, rispetto ai criteri utilizzati nella propria analisi, 33 posti letto di riabilitazione e 18 di lungodegenza. Viene richiamata anche la legge regionale 20 del 2006, che secondo il Comitato imporrebbe una distribuzione dei posti letto sulla base della popolazione residente nelle province.
Le osservazioni si estendono all’intero impianto dell’Atto aziendale. Il documento individua 15 dipartimenti, dal Medico al Chirurgico, passando per Cuore, Emergenza e Urgenza, Materno-Infantile, Innovazione robotica e Intelligenza artificiale, Salute mentale, Prevenzione, Assistenza territoriale e strutture amministrative. Il Comitato richiama però le linee di indirizzo regionali del 2025, secondo le quali il limite massimo sarebbe di sette dipartimenti per ciascuna azienda sanitaria.
Nel mirino finiscono in particolare alcuni accorpamenti. Per il Dipartimento di Salute mentale vengono segnalate insieme strutture ospedaliere e territoriali; per quello di Robotica e Intelligenza artificiale sarebbero state riunite unità che, secondo il Comitato, dovrebbero invece afferire ai dipartimenti Medico, Chirurgico e dei Servizi. Osservazioni simili vengono formulate per Lungodegenza e Riabilitazione.
Tra i sette dipartimenti che il Comitato considera prioritari vengono indicati Medico, Chirurgico, Emergenza e Urgenza, Materno-Infantile, Prevenzione, Servizi e Assistenza territoriale. Resterebbe quindi da chiarire, secondo l’associazione, come collocare il Dipartimento Cuore e quelli delle Professioni sanitarie, Tecnico, Amministrativo e delle strutture e funzioni di staff.
Un altro capitolo riguarda il numero delle unità operative ospedaliere. La disamina parte dai 1.165 posti letto complessivamente assegnati alla Asl dalla rete regionale: 1.042 ordinari, 56 di lungodegenza e 67 di riabilitazione. Applicando i parametri richiamati dal Comitato, dovrebbero corrispondere a 67 unità operative complesse e 87 tra unità semplici e semplici dipartimentali. L’Atto aziendale ne prevederebbe invece rispettivamente 60 e 79.
Da questo calcolo deriverebbe, secondo Salute Pubblica, una differenza equivalente a 122 posti letto rispetto alla dotazione prevista dalla legge regionale 60 del 2023. Il Comitato sostiene inoltre che la stessa programmazione regionale sarebbe già penalizzante per la provincia di Chieti se rapportata alla popolazione residente, pari a 368.628 abitanti al 31 dicembre 2025.
Nel documento vengono sollevati anche tre ulteriori punti: la definizione del Dea di secondo livello e il suo rapporto con l’ipotesi di un Dea integrato Chieti-Pescara, l’assegnazione di una struttura complessa alla Clinica universitaria di Malattie infettive e l’incremento dei posti di Medicina e Geriatria all’ospedale di Guardiagrele.
Infine il Comitato chiede perché, stando alle informazioni in suo possesso, l’Atto aziendale non sarebbe stato sottoposto alla valutazione del Consiglio dei sanitari e del Collegio sindacale. Da Salute Pubblica arriva quindi la richiesta di «avere al più presto riscontro» dalla direzione generale e di aprire un’interlocuzione con la Regione sulla dotazione di posti letto. Tra le proposte anche quella di chiedere una deroga per istituire una struttura complessa di Neurochirurgia all’ospedale di Chieti, ritenuta necessaria anche per l’insegnamento universitario della disciplina.
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