Postazioni 118, Taglieri chiede lo stop alla procedura: “Massimali troppo bassi”

Francesco Taglieri, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, chiede alla Asl Lanciano Vasto Chieti la sospensione immediata e il riesame in autotutela della procedura relativa alle postazioni del 118 di San Salvo e Torrebruna-Carunchio. Secondo l’esponente pentastellato, i massimali economici previsti non sarebbero compatibili con i costi necessari a garantire due postazioni operative 24 ore su 24 per tutto l’anno.
La documentazione, riferisce Taglieri, è stata trasmessa anche al Dipartimento Sanità della Regione Abruzzo, all’Ispettorato territoriale del lavoro e all’Anac, attraverso Pec e segnalazione sul modulo istituzionale dell’Autorità nazionale anticorruzione.
«Quando si affida un servizio di emergenza-urgenza 118 non si può partire dalla cifra che si vuole spendere e poi pretendere che qualcuno riesca comunque a garantire il servizio – afferma Taglieri –. Prima vengono le prestazioni richieste, il personale necessario, i contratti collettivi, i mezzi, i chilometri e la sicurezza; solo dopo si determina il valore economicamente sostenibile dell’affidamento».
Al centro della contestazione ci sono i massimali indicati per le due postazioni: 18.492,76 euro al mese per San Salvo e 13.713,41 euro per Torrebruna-Carunchio, per un totale di circa 386mila euro l’anno. Il servizio dovrebbe assicurare, secondo quanto riportato da Taglieri, due postazioni h24 per 365 giorni l’anno, con infermiere e autista, oltre a più di 114mila chilometri annui complessivi stimati.
Il Movimento 5 Stelle ha quindi elaborato un proprio benchmark prudenziale sulla base del costo complessivo del lavoro e del contratto collettivo di riferimento.
«Una sola presenza h24 significa 8.760 ore annue per l’infermiere e altrettante per l’autista-soccorritore – spiega Taglieri –. Per due postazioni diventano 35.040 ore-uomo l’anno. Assumendo prudenzialmente un costo complessivo del lavoro di circa 27,92 euro l’ora per l’infermiere e 22,99 euro per l’autista-soccorritore, arriviamo a circa 892mila euro annui di solo personale».
A questa cifra, prosegue il consigliere regionale, andrebbero aggiunti i costi per ambulanza, ammortamento del mezzo, carburante, manutenzione, pneumatici, assicurazioni, sanificazione e percorrenze. Secondo il calcolo elaborato dal M5S, il costo minimo complessivo si avvicinerebbe così a un milione di euro annui, mentre il massimale previsto dalla Asl ne rappresenterebbe circa il 39%.
Taglieri precisa che il benchmark elaborato dal Movimento 5 Stelle non vuole sostituirsi alle valutazioni degli uffici aziendali, ma servirebbe a sollevare una questione sulla congruità economica della procedura.
«Qual è il benchmark utilizzato dalla Asl? Da quali calcoli derivano esattamente 18.492 e 13.713 euro al mese? Quale costo orario è stato attribuito a infermieri e autisti? Quale Ccnl è stato considerato? Come sono stati calcolati ferie, riposi, notturni, festivi, sostituzioni e formazione? Quanto vale l’ambulanza?», domanda il capogruppo M5S.
La preoccupazione riguarda, secondo Taglieri, sia le condizioni dei lavoratori sia la continuità del servizio per i cittadini. «Se le risorse non sono congrue, gli scenari possibili sono entrambi preoccupanti: o nessuno partecipa perché il servizio non è economicamente sostenibile, oppure qualcuno partecipa e successivamente incontra difficoltà nel garantire personale, turnazioni, mezzi e continuità del servizio».
Il consigliere richiama anche la recente vicenda legata alla Valtrigno e alle difficoltà di copertura infermieristica che, secondo quanto riferisce, avrebbero interessato anche San Salvo e Torrebruna, con la necessità per la Asl di utilizzare propri infermieri provenienti dalla Rianimazione e dal Pronto soccorso di Vasto e da altre postazioni del 118 per evitare interruzioni.
«Non possiamo rischiare di riprodurre le stesse condizioni e poi intervenire quando il problema è già esploso – aggiunge Taglieri –. Tanto più nelle aree interne, dove le distanze dagli ospedali, la viabilità e i tempi di percorrenza rendono ancora più importante avere ambulanze efficienti ed equipaggi stabili, qualificati e specificamente formati nell’emergenza».
Per queste ragioni il capogruppo pentastellato ha chiesto alla Asl la sospensione della procedura, il riesame degli atti in autotutela e la produzione dell’intera istruttoria tecnico-economica con cui sono stati determinati i massimali. Nel caso in cui la sostenibilità delle cifre non possa essere dimostrata documentalmente, Taglieri chiede l’annullamento in autotutela e l’avvio di una nuova procedura.
«Abbiamo coinvolto Anac e Ispettorato del lavoro perché qui ci sono due interessi che devono essere tutelati contemporaneamente: chi dovrà erogare il servizio, con lavoratori correttamente contrattualizzati, retribuiti e formati, e i cittadini che quando chiamano il 118 hanno diritto a trovare un mezzo efficiente e professionisti qualificati. Risparmiare sulla carta per ritrovarsi domani con una postazione scoperta non sarebbe un risparmio. Sarebbe semplicemente cattiva programmazione sanitaria», conclude Taglieri.
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