Mancano assorbenti e latte per bambini

Genova. Lavoratori e richiedenti asilo si sono dati appuntamento giovedì mattina davanti alla Prefettura di Genova per protestare contro la gestione della vertenza della cooperativa San Carlo, attualmente commissariata.
Il presidio è stato organizzato da Uil Liguria e Uiltucs, e in piazza sono scesi anche alcuni dei richiedenti asilo interessati in modo diretto dalla vertenza: al centro della protesta c’è innanzitutto il destino dei dipendenti, circa 50 quelli che non ricevono lo stipendio da mesi, ma anche le condizioni di vita dei circa 300 migranti ospitati nelle strutture Cas gestite dalla cooperativa. I sindacati parlano di “grave precarietà”, denunciando la mancanza di servizi essenziali, vestiario adeguato, pocket money e la qualità insufficiente del cibo distribuito agli ospiti.
Una delegazione sindacale è stata ricevuta dalla rappresentante della prefettura, che ha commissariato la cooperativa. Nel corso dell’incontro è arrivata la rassicurazione sul fatto che a breve verrà affidato un nuovo appalto a un altro soggetto.
“Nell’attesa restano mille esigenze immediate e un’emergenza sanitaria – sottolinea Marco Callegari, segretario generale Uiltucs Liguria – Ci sono 50 lavoratori che non prendono lo stipendio e 300 migranti senza il minimo indispensabile. Mancano assorbenti, latte per i neonati, visite mediche di base. In queste condizioni non si può aspettare i tempi del nuovo appalto. Abbiamo chiesto alla Prefettura di sbloccare subito risorse straordinarie per garantire dignità a tutti. Diversamente marceremo verso il Ministero dell’Interno”.
“Abbiamo detto chiaramente che non accetteremo di essere ostaggio di qualche burocrate, servono buon senso e risposte immediate – aggiunge Giuseppe Gulli, segretario confederale Uil Liguria con delega all’area metropolitana genovese – Parliamo di persone, non di pratiche. Non accetteremo soluzioni che prevedono la divisione dei nuclei familiari: è un punto su cui non arretreremo di un millimetro. Il commissariamento doveva risolvere, invece la situazione è peggiorata”.
Per Cristina D’Ambrosio, segretaria regionale Uiltucs Liguria, “i minori non vanno a scuola perché non ci sono i soldi per i trasporti. Le donne non hanno prodotti per l’igiene. È inaccettabile. Come Uiltucs chiediamo un tavolo permanente con Prefettura e nuovo soggetto gestore per monitorare il passaggio e tutelare continuità occupazionale e assistenziale. I lavoratori vanno pagati e le persone accolte non possono essere abbandonate”.




