Mancano 9 risorse al Pronto soccorso e ancora troppi accessi rispetto al Cau

Mancanza di personale e collegamenti con il Cau da perfezionare. I Pronto soccorso degli ospedali della Romagna, con l’eccezione di Cesena, sembrano poco ‘appetibili’ per i professionisti. Si giustifica anche così la cronica carenza di personale, nell’ambito di un fenomeno che interessa tutta Italia, e su cui torna a ragionare oggi il Consiglio comunale di Ravenna con una interrogazione presentata dal capogruppo di Lista per Ravenna-Lega-Popolo della famiglia Gianfranco Spadoni.
L’assessora alla Sanità Roberta Mazzoni spiega così che al 12 gennaio al Pronto soccorso di Ravenna si contano 27 medici strutturati e nove risorse mancanti. Con numeri simili a Forlì e a Rimini. Per fronteggiare le carenze, prosegue, oltre alle misure nazionali, l’Ausl Romagna ha messo in campo “tutte le strategie possibili”: così due dirigenti di Chirurgia generale assunti sono attivi al Prono soccorso di Ravenna; inoltre c’è la presenza in servizio di medici di emergenza territoriale ed è previsto il contributo volontario dei medici di continuità assistenziale. Infine sono state programmate attività aggiuntive per alcune unità.
Ma appunto il problema è più complesso. Come segnala l’assessora, le borse di specializzazione per Medicina d’urgenza hanno una copertura sotto il 40%. Dal 2021 l’Ausl Romagna ha bandito 23 procedure di reclutamento con “soli” 144 candidati entrati in graduatoria. Ma sono arrivate anche oltre 60 rinunce, perché si è “molto selettivi” nella scelta della struttura dove lavorare e hanno un peso relativo anche fattori come la viabilità e l’accessibilità dell’ospedale. Per quanto riguarda i Cau, nati proprio per alleggerire i Pronto soccorso dei casi meno gravi, a quello del Cmp si contano 27.000 accessi, eppure i codici bianchi e verdi al Pronto soccorso rimangono comunque oltre 33.000, tanti per via dei percorsi di fast track e per l’orario del Cau.
A livello giornaliero rispetto a circa 198 pazienti al Ps, 92 sono codici verdi e bianchi, mentre al Cau si contano 73 pazienti. Per questo, conclude l’assessora Mazzoni, sono stati rafforzati i protocolli di accesso con il passaggio diretto Ps-Cau. Qualcosa non torna al civico Spadoni: la dirigenza dell’Ausl Romagna, riporta, segnala una mancanza di copertura dei posti sanitari del 30%, soprattutto sui Ps di Ravenna, Lugo, Forlì e Rimini. Mentre Cesena ha un “record di copertura” nonostante l’avvio del Cau a Cesenatico. “Attira specialisti, è il Ps meno in sofferenza”. D’altronde, chiosa, il Bufalini rappresenta “l’ospedale della Romagna e si potenzia rispetto agli altri del territorio”. Da qui la necessità di “fare un punto sull’attività del Cau”, perché “il percorso di integrazione con il Ps non è sempre così lineare, occorre evitare di sommare i tempi di attesa”. (fonte Dire)
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