Maltratta la moglie, il questore revoca il permesso di soggiorno. Respinto anche il ricorso: «È pericoloso, può rifarlo»
ANCONA Niente permesso di soggiorno UE di lungo periodo per un uomo di origine asiatica accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni contro la moglie. Il Consiglio di Stato ha respinto il suo ricorso e ha dato ragione al questore di Ancona che nel 2022 gli aveva revocato il documento. La sentenza è stata pubblicata in questi giorni, dalla Terza Sezione, presidente Raffaele Greco e relatore Enzo Bernardini, su un ricorso contro la decisione del Tar espressa a gennaio del 2024 e che aveva già respinto la richiesta.
I fatti
Tutto nasce da un procedimento penale. L’uomo, in Italia da 15 anni e con un lavoro stabile, era stato arrestato nel luglio 2022 (misura cautelare del gip di Ancona), con l’accusa di maltrattamenti e lesioni continuate ai danni della coniuge. Un provvedimento a cui era seguito anche il divieto di avvicinamento alla vittima. Dopo quell’episodio, il questore gli aveva revocato il permesso per soggiornanti di lungo periodo per restare in Italia. L’uomo aveva fatto ricorso al Tar, poi al Consiglio di Stato, con gli avvocati Andrea Nobili e Stefano Brugiapaglia. La sua tesi: la revoca sarebbe illegittima perché senza una condanna definitiva non si può parlare di pericolosità sociale. E poi, sosteneva la difesa, l’amministrazione non avrebbe tenuto conto della sua integrazione: 15 anni in Italia, nessun precedente, lavoro consolidato.
Il verdetto
Per i giudici la questura non si è basata solo sul procedimento penale. Ha fatto una valutazione completa: la gravità e la frequenza dei maltrattamenti, il pericolo di reiterazione riconosciuto dal gip, e la misura del divieto di avvicinamento alla moglie. Tutti elementi che «integrano il giudizio di pericolosità sociale». I maltrattamenti inferti alla coniuge «sono l’espressione di una visione proprietaria e padronale della donna – dicono i giudici – che non si addice a un soggetto che dichiara di essere integrato». Non basta avere lavoro e stare da anni in Italia se c’è una condotta così grave e ripetuta nel tempo.




