maglie tarocche nascoste nei negozi
La scenografia è sempre la stessa, immutabile dagli anni Ottanta: un cartone poggiato sui gradini, tre campanelle o tre carte da muovere con dita rapidissime e i finti clienti che esultano sventolando banconote da cinquanta euro per attirare i turisti nella rete.
Ma stavolta il copione è saltato. Nel cuore del Tridente, a piazza di Spagna, gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale hanno spezzato il gioco a una vera e propria batteria di “pallonari”, denunciando cinque persone per gioco d’azzardo aggravato.
Il blitz si inserisce in una maxi-operazione antiracket e antiabusivismo che nelle ultime 48 ore ha setacciato le mete più calde del turismo romano: da Fontana di Trevi al Pantheon, passando per piazza di Pietra.
Il bilancio parla di oltre duemila articoli sequestrati, sanzioni amministrative per 50mila euro e la scoperta di una sofisticata frode commerciale all’interno di un negozio del Centro Storico.
Il trucco dei finti vincitori nella trappola di piazza di Spagna
L’intervento dei caschi bianchi del I Gruppo Centro Storico ha preso di mira una delle truffe più odiose per i visitatori stranieri.
La banda – composta da due donne e tre uomini, nello specifico una lituana di 36 anni, un italiano di 44 e tre romeni di 20, 40 e 58 anni – agiva secondo uno schema militare. C’era chi muoveva le carte e chi, mimetizzato tra la folla dei passanti, fingeva di indovinare la carta vincente per dimostrare quanto fosse facile guadagnare.
I cinque sono stati bloccati contemporaneamente per evitare che i complici potessero dileguarsi con la cassa. Oltre alla denuncia penale per gioco d’azzardo in concorso, i vigili hanno sequestrato i 200 euro in contanti trovati sul tavolino improvvisato.
Per uno dei fermati, il cittadino romeno di 40 anni, i guai sono raddoppiati: a suo carico è emerso un vecchio decreto di espulsione pendente, che ha fatto scattare l’accompagnamento immediato al Centro di Permanenza per i Rimpatri (Cpr) di Ponte Galeria.
Il trucco della pila: sopra il capo originale, sotto il falso
I controlli della Municipale hanno riservato sorprese anche sul fronte dei negozi in sede fissa. Entrando in un esercizio commerciale del Centro, gli agenti si sono trovati di fronte a una tecnica di contraffazione “a strati” studiata per ingannare sia i clienti sia le verifiche di routine:
L’esca: In cima alle pile di abbigliamento sugli scaffali venivano sistemate magliette originali e d’alta qualità, con etichette regolari.
Il tarocco: Subito sotto la prima t-shirt, la pila nascondeva decine di riproduzioni contraffatte delle griffe più note del momento.
L’ispezione si è conclusa con il sequestro di 300 magliette e la denuncia a piede libero del titolare dell’attività, un cittadino originario del Bangladesh, che dovrà rispondere dei reati di contraffazione e frode nell’esercizio del commercio.
Il bilancio del weekend di controlli
50.000 €, l’ammontare totale delle multe staccate nel fine settimana contro i mercatini abusivi.
Merce generica sequestrata: Ventilatori portatili anticaldo, ventagli, mazzi di fiori, gadget e souvenir venduti senza alcuna licenza nei pressi dei monumenti.
Articoli di moda contraffatti: Oltre 2.000 pezzi sequestrati penalmente tra cinture, portafogli, cappellini e borse che imitavano i marchi del lusso, pronti per essere piazzati sui teli dei venditori ambulanti.
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