Astral accusa la giunta Zingaretti, il Pd contrattacca
A settimane dal debutto della grande riforma che avrebbe dovuto rivoluzionare i trasporti su gomma nella provincia romana e nel resto del Lazio, il bilancio è un bollettino di guerra.
E lo scontro, ormai, si è consumato: le banchine dei bus si sono svuotate di corse e riempite di pendolari furiosi, mentre la discussione si è spostata dai tavoli tecnici alle aule della politica.
Al centro della bufera ci sono le neonate Unità di Rete, il nuovo modello di gestione che ha spaccato il territorio regionale in undici maxi-ambiti (escludendo i comuni capoluogo), togliendo quote di servizio a Cotral per affidarle tramite gara ai privati.
Una transizione che nelle intenzioni doveva sanare le storiche disuguaglianze – portando i bus in quasi duecento piccoli comuni che prima ne erano privi – ma che alla prova dei fatti si sta traducendo in tagli di corse storiche, modifiche selvagge alle coincidenze e disagi quotidiani per migliaia di lavoratori e studenti.
Il j’accuse di Astral: «C’è troppa distanza tra la carta e la realtà»
Di fronte all’ondata di proteste sollevata dai sindaci e dai comitati dei pendolari, l’azienda stradale regionale Astral, incaricata di gestire le nuove gare, ha deciso di rompere il silenzio. L’amministratore unico Giuseppe Simeone ha rispedito le accuse al mittente, ricostruendo la genesi del progetto e puntando il dito contro i vecchi inquilini della Pisana:
«Questo modello nasce nel 2019 sotto la presidenza di Nicola Zingaretti con una legge ad hoc. Lo studio dei flussi e il confronto con i territori fu interamente affidato all’Università Sapienza, che ha blindato gli atti e i capitolati di gara. L’attuale giunta Rocca ha ereditato un pacchetto già chiuso e preconfezionato, impossibile da modificare prima dell’affidamento».
Secondo i vertici di Astral, i nodi sono venuti al pettine solo nel momento della messa in strada dei mezzi, rivelando una «scarsissima corrispondenza tra le simulazioni teoriche fatte sulla carta e le reali necessità quotidiane dei cittadini». L’azienda fa sapere di aver attivato un canale diretto con i primi cittadini per tamponare le falle più gravi e rimodulare le corse orarie laddove i disagi sono diventati insostenibili.
La replica del Pd: «Manca una regia, la giunta Rocca non sa gestire»
Una ricostruzione che ha scatenato l’immediata levata di scudi dei dem. Il consigliere regionale del Partito Democratico, Massimiliano Valeriani, rigetta con forza la tesi dell’eredità avvelenata:
«Le riforme europee imponevano le gare, questo è vero, ma le difficoltà attuali non dipendono da quello che è stato scritto anni fa, bensì dall’assoluta mancanza di una regia politica efficace da parte di chi governa oggi», attacca Valeriani. «L’attuale amministrazione ha avuto tutto il tempo necessario per pianificare il passaggio di consegne ed evitare che le criticità ricadessero sulla pelle degli utenti. Invece di coordinare Regione, Astral e Cotral con i sindaci, si è preferito aspettare il caos».
La resa dei conti istituzionale è fissata per martedì prossimo, quando il dossier caldissimo delle Unità di Rete approderà ufficialmente in Commissione Trasporti del Consiglio regionale.
Sarà quella la sede per mettere a confronto tutti gli attori della filiera e capire se la giunta Rocca sarà in grado di correggere la rotta prima che l’autunno e la riapertura delle scuole trasformino i disagi di oggi in una paralisi totale del trasporto pubblico laziale.
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