Madonna Alta, sui pini battaglia a suon di firme: in centinaia dicono sì agli abbattimenti

Il dibattito sui pini di Madonna Alta va avanti a suon di firme. Lunedì, dopo il sit-in di protesta organizzato dal comitato Ginkgo Biloba e non solo, i lavori di abbattimento dei 14 pini di largo Madonna Alta sono stati sospesi in attesa di nuovi accertamenti. E così nel quartiere c’è chi si è organizzato per far sentire la propria voce dando vita a un altro comitato e a un’altra raccolta firme, stavolta a favore degli abbattimenti: 350 le adesioni raccolte in poche ore dal neonato Comitato Largo Madonna Alta, che chiede al Comune di Perugia di riavviare l’intervento di riqualificazione e di fissare tempi certi per la sistemazione di strade e marciapiedi e per la successiva piantumazione di nuovi alberi.
I problemi La posizione del comitato parte dalle condizioni dell’area. Nel largo, spiegano i residenti, ci sono una decina di condomini e si trovano diverse attività commerciali, l’ufficio postale e, nelle vicinanze, il nido comunale e le scuole materne, elementari e medie. Ogni giorno migliaia di persone utilizzano quindi le strade e i percorsi pedonali della zona, con problemi che riguardano soprattutto la pavimentazione, deformata in più punti dalle radici degli alberi. Strade sconnesse e rialzate, marciapiedi difficili da percorrere con passeggini e carrozzine e stalli di sosta transennati o soppressi sono, secondo i residenti, una situazione quotidiana. Il comitato richiama anche le cadute che hanno coinvolto soprattutto persone anziane e le difficoltà per chi accompagna i bambini a scuola o assiste familiari con problemi di mobilità.
Tutela del verde Per il neonato comitato non va messo in discussione il tema della tutela del verde: il problema è che che nella valutazione complessiva devono essere considerate anche le conseguenze delle condizioni attuali dell’area, dalla limitazione della circolazione pedonale e veicolare alla riduzione dei parcheggi, fino ai problemi legati alla stabilità delle piante e agli interventi che si sono resi necessari nel tempo.
Le radici Martedì in un comunicato il comitato riposta le parole di Elvio Fagiolari, residente della zona e, fino al 2013, dirigente del settore Infrastrutture e Cantiere del Comune. Secondo Fagiolari, i pini piantati nella zona a partire dalla metà degli anni Settanta hanno sviluppato un apparato radicale prevalentemente superficiale, con radici che nel tempo hanno incontrato strade, marciapiedi e muretti, provocandone deformazioni e rialzi. «La loro sostituzione graduale con essenze adatte ai luoghi – scrive – non va vista come un fatto negativo, ma come un’operazione volta a salvaguardare, valorizzare e rinnovare il verde ornamentale cittadino, mantenendone la continuità nello spazio e nel tempo».
La protesta Dall’altra parte invece c’è chi di abbattimenti non vuole sentir parlare. Lunedì in tutto erano una cinquantina le persone che, fin dalle prime luci dell’alba, si sono radunate nella zona per un pacifico sit-in di protesta. Il gruppo ha chiesto di fermare gli abbattimenti che non riguardino situazioni di pericolo immediato, di rendere pubbliche le valutazioni effettuate sui singoli alberi e di verificare con un progetto alternativo quanti pini possano essere conservati ampliando l’area verde. Tra le richieste anche un progetto complessivo per lo slargo e l’incrocio, con una diversa organizzazione della viabilità e dei percorsi pedonali e la possibilità di procedere per fasi.
Le alternative La posizione di Ginkgo Biloba parte dalla distinzione tra gli alberi che presenterebbero già condizioni di pericolo e quelli che, secondo il comitato, potrebbero diventare instabili proprio a causa del taglio delle radici necessario per rifare la pavimentazione. «Non stiamo sostenendo – hanno spiegato – che qualsiasi abbattimento possa essere evitato. Stiamo chiedendo quanti alberi potrebbero essere conservati cambiando il progetto». Il gruppo contesta in particolare l’idea di ricostruire lo spazio mantenendo invariata l’attuale configurazione dell’area, destinata in buona parte alla sosta delle auto. Secondo Ginkgo Biloba, la chiusura prolungata di una parte dello slargo avrebbe già mostrato che una parte degli spazi oggi destinati alle auto potrebbe essere trasformata in verde, consentendo di evitare il danneggiamento di alcune radici e quindi di salvare una parte degli alberi.
Il dibattito Del futuro dei pini si parla ormai da tempo. A luglio il Comune aveva affidato a un professionista un incarico di poco superiore ai 3.400 euro per la mappatura e la valutazione della stabilità dei 14 alberi di Largo Madonna Alta. L’analisi era stata richiesta dopo sopralluoghi tecnici che avevano rilevato condizioni di ammaloramento delle piante. Il metodo utilizzato, il Visual tree assessment, avrebbe dovuto verificare la stabilità degli alberi e la possibilità di conservarli, limitando gli abbattimenti ai casi strettamente necessari. Dato l’esito negativo delle analisi, Palazzo dei Priori aveva fissato per lunedì l’inizio dei lavori di abbattimento; per l’autunno è invece in programma la messa a dimora di nuovi alberi, con ogni probabilità bagolari. La vicenda di Largo Madonna Alta si collega inoltre alla discussione sul futuro di un’altra trentina di pini presenti tra via Cotani e via Magno Magnini. Anche su questi alberi residenti e Ginkgo Biloba hanno chiesto di valutare interventi alternativi all’abbattimento, sostenendo che le condizioni di marciapiedi e strade non dipendano soltanto dalle radici ma anche dalla manutenzione.
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