Marche

«Ma quale affare, così si penalizza la città»


ANCONA Il divorzio tra Fondazione Cariverona e la città di Ancona diventa terreno di scontro politico tra l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli e il sindaco Daniele Silvetti (Forza Italia), che governa la città con il sostegno dei meloniani.

 Il commento

Per il parlamentare europeo, infatti, l’accordo per il subentro di Fondazione Carifac (Fabriano e Cupramontana) all’istituto veneto, intenzionato a disimpegnarsi dal territorio marchigiano per concentrarsi sulle più vicine realtà del Nord Italia, «è una scelta molto penalizzante». Non bastano, insomma, i 35 milioni di euro che Cariverona ha già versato a Carifac, oppure l’impegno a finanziare i progetti già in corso per ulteriori 10 milioni di euro. Ciccioli ricorda infatti come «la Cassa di Risparmio di Ancona abbia contribuito a costruire il patrimonio (di Cariverona, ndr) per 120 milioni di euro».

Parliamo del 1989, quando la Cassa di Risparmio veronese (poi divenuta fondazione) salvò l’omologa anconetana da un dissesto economico che l’avrebbe sicuramente portata al fallimento. Creando però una situazione strana, visto che Cariverona ha rappresentato fino ad oggi una importante fonte di risorse economiche per progetti sociali e ambientali nei territori di Verona, Vicenza, Belluno, Ancona e Mantova, dove però Ancona è evidentemente un pesce fuor d’acqua. Di qui, la volontà di far gestire quelle risorse ad una realtà più vicina, come Carifac. Per Ciccioli, a guadagnarci sono tutti fuorché Ancona.

I vincitori

«Cariverona fa un ottimo affare, si libera di una realtà distante con una cifra assai contenuta, mentre Carifac aumenta il suo patrimonio, oggi di 50 milioni di euro, di altri 35 milioni e ingloba Ancona senza il peso di una significativa rappresentanza».

L’eurodeputato fa infatti notare come se Ancona ha avuto finora un proprio delegato nel Cda di Cariverona, in Carifac avrà due membri (uno condiviso con l’Univpm) nel solo Comitato di indirizzo.

Ciccioli si rivolge proprio al sindaco Silvetti, cui riconosce di «aver fatto il possibile, riducendo il danno». Ma poi attacca: «Il dato politico rimane, Ancona arriva a questo appuntamento con un dossier già compromesso, da questa vicenda emerge la debolezza della società civile locale e della capacità del territorio di far valere il proprio peso nelle sedi che contano».

L’eurodeputato se la prende anche con il Ministero dell’Economia (che ha vagliato l’operazione Cariverona-Carifac) e con il ministro Giorgetti, cui racconta di aver scritto «ma segna ricevere risposta». Ricorda «un forte asse tra il ministro e il Veneto». E, per astratto, con Cariverona. Ciccioli lo dice subito: «Non raccontiamoci che abbiamo fatto un buon affare». Forse lo ricorda proprio al sindaco Silvetti, con cui aveva già avuto modo di scontrarsi frontalmente sul molo Clementino. E contro il quale, seppur tra le righe, l’eurodeputato si scaglia anche questa volta.




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