l’urbanismo tattico spacca il Tuscolano tra sogni pedonali e l’incubo traffico
Più spazio all’aggregazione sociale o priorità ai flussi di scorrimento e alla sosta delle auto? Intorno a questo interrogativo si sta consumando una profonda spaccatura all’interno del quartiere Tuscolano-San Giovanni.
Il terreno di scontro è piazza Ragusa, un nodo nevralgico della mappa cittadina diventato il simbolo delle contraddizioni della Capitale, divisa tra la spinta verso la transizione ecologica e le resistenze legate alle abitudini quotidiane dei residenti.
La piazza oggi sconta una complessa convivenza interna: da un lato l’area verde centrale, storico punto di ritrovo per nuclei familiari e anziani, dall’altro la corona di portici e asfalto perennemente assediata dalla sosta selvaggia e dal traffico di attraversamento.
Una condizione di parziale degrado percettivo che da tempo spinge la cittadinanza a chiedere una riqualificazione strutturale.
La rivoluzione “morbida”: arredi colorati e giochi di prossimità
La scintilla del dibattito si è accesa attorno alla proposta formulata dal comitato di quartiere Tuscolano-Villa Fiorelli, fatta propria dal Municipio VII.
L’idea cardine prevede di sottrarre alle auto il tratto di carreggiata compreso tra via Enna e via Mirandola, istituendo un’ampia area a vocazione prevalentemente pedonale.
Il format scelto è quello dell’urbanismo tattico: un intervento a basso costo economico e nullo impatto infrastrutturale, basato sulla posa di elementi reversibili come panchine mobili, rastrelliere per biciclette, tavoli da gioco e da ping pong, strutture ombreggianti e percorsi colorati sull’asfalto protetti per i bambini.
L’obiettivo, spiegano i promotori, è ricucire la frattura stradale tra i portici e il parco, consentendo l’accesso ai giochi in totale sicurezza e rivitalizzando lo spazio pubblico sul modello di altre felici sperimentazioni europee.
La rivolta dei mille: l’incubo dei parcheggi e della viabilità bloccata
Se la diagnosi sulla necessità di un rilancio unisce tutti, la terapia spacca il quadrante. Una petizione popolare contraria al progetto ha già raccolto quasi mille firme.
A preoccupare i firmatari è l’effetto imbuto che la chiusura del tratto stradale potrebbe generare sui flussi automobilistici già saturi, diretti verso lo snodo di San Giovanni e la Tangenziale Est.
Il secondo nervo scoperto riguarda i posti auto. La pedonalizzazione comporterebbe l’eliminazione di decine di stalli di sosta per vetture e motoveicoli, una risorsa considerata vitale in un quartiere semicentrale ad altissima densità abitativa.
Sullo sfondo si stagliano anche i timori per la sicurezza notturna: una fetta di residenti teme che lo spazio sottratto alla circolazione, in assenza di un monitoraggio costante, possa tramutarsi in un ricettacolo di schiamazzi o microcriminalità nelle ore serali.
Di fronte alle tensioni, il Municipio VII difende la linea della flessibilità: l’intervento avrà una natura prettamente sperimentale e temporanea, permettendo modifiche, correzioni strutturali e aggiustamenti in corsa sulla base dei dati reali che emergeranno dai monitoraggi della polizia locale.
Una trattativa complessa che testimonia, ancora una volta, la grande fatica di Roma nel ridisegnare i propri spazi senza fratturare le sue comunità.
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