L’Umbria definisce le regole per la caccia collettiva al cinghiale

La Regione Umbria, con delibera di giunta n. 516 del 20 maggio 2026, ha definito le regole per disciplinare la caccia al cinghiale in forma collettiva.
Nel dettaglio, l’atto mira a indirizzare la caccia al cinghiale nei territori regionali. Il prelievo venatorio della specie cinghiale in Umbria è disciplinato dal Regolamento regionale n. 34/1999 che prevede che i Comitati di gestione degli A.T.C. provvedono ad assegnare gruppi di settori contigui in ciascun distretto alle squadre iscritte, nel rispetto di una graduatoria.
L’attuale Piano regionale di interventi urgenti per la gestione, il controllo e l’eradicazione della peste suina africana nei suini d’allevamento e nella specie cinghiale è stato aggiornato e modificato nel 2024, coerentemente con quanto previsto dal Piano Straordinario di catture, abbattimento e smaltimento dei cinghiali e le azioni strategiche per l’elaborazione dei piani di eradicazione nelle zone di restrizione da peste suina africana (PSA) 2023-2028 il quale prevede che il contingentamento della popolazione di cinghiale debba essere effettuato attraverso attività di caccia in braccata, girata e singolo, caccia di selezione e controllo.
Il Piano d’azione per l’Umbria
Il Piano d’azione per l’Umbria prevede che vengano abbattuti 32.500 cinghiali nel periodo maggio 2026- aprile 2027. Nella delibera firmata dalla giunta regionale viene sottolineato che, analizzando i dati di prelievo disponibili relativi alla caccia al cinghiale in forma collettiva, emerge che “le squadre non utilizzano tutti i settori loro assegnati per l’effettuazione delle battute”. Per questo, la Regione ritiene “opportuno ridurre il territorio assegnato alle squadre al fine individuare ulteriori spazi da destinare in via esclusiva alla caccia in forma singola e alla girata”.
La riduzione del territorio assegnato riguarderà le squadre che, nella stagione venatoria 2025/2026, disponevano di una superficie superiore a 1.500 ettari complessivi o superiore a 1.000 ettari di superficie boscata. Qualora ricorrano una o entrambe le condizioni sopra descritte verrà applicata una riduzione pari ad almeno il 10% della superficie complessiva assegnata alla squadra. Come specificato nell’atto la riduzione “non riguarderà le squadre che per effetto della decurtazione si troverebbero a disporre di una superficie complessiva assegnata inferiore a 1.500 ettari.
La riduzione in questione verrà proposta dagli Ambiti Territoriali di Caccia, tenendo prioritariamente conto della necessità di liberare spazi che siano idonei alla caccia in forma singola e in girata”.Quindi, come sottolineato nella delibera, “Salvo diverse disposizioni, gli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) confermeranno, per la Stagione Venatoria 2026/2027, gli stessi settori assegnati alle singole squadre nella Stagione 2025/2026, fatta eccezione per quei territori che saranno oggetto di decurtazione”.
La Regione prende che “per la medesima stagione Venatoria 2026/2027 gli Ambiti Territoriali di Caccia non consentano l’iscrizione di nuove squadre” e che gli stessi ATC “provvedano ad una riorganizzazione del territorio settorializzato per la stagione venatoria 2027/2028”.
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