Cultura

Arca – XXXXX | Indie For Bunnies

Si tratta di un disco difficile, complesso, “spietato” nel senso che non concede pressoché nessun momento di alleggerimento all’ascoltatore. Bisogna essere consapevoli di questo prima di premere Play.

Credit: Daniel Sannwald

Per Arca, il suono e il corpo sono inseparabili; la sua musica è un’estensione della propria fisicità. “XXXXX” è un organismo cibernetico. Un’autopsia. Gli orrori corporei delle opere precedenti trasformavano il maschile in qualcosa di grottesco e, al tempo stesso, di straordinariamente delicato. Ma queste metamorfosi non sono mai state definitive. Erano soltanto tappe di un processo di trasformazione instabile, spesso violento, in cui ogni deformazione avvicinava l’artista al corpo verso cui stava tendendo. “XXXXX” racconta ciò che è sopravvissuto alla ricostruzione.

Qui la popstar Arca è del tutto assente. Ci sono solo sussurri, frammenti e la continua evocazione della parola Diva. Introdotta nei balbettii estatici dell’apertura “No End” e ripresa in forme via via più deformate nel corso dell’album, Diva smette di essere una semplice parola per diventare un incantesimo, un rituale capace di evocare il corpo che il disco sta progressivamente costruendo. Questo non significa che Arca si sia trasformata fino a diventare irriconoscibile. “Taconeando” lascia affiorare frammenti del reggaeton abrasivo mentre “Fxck” è, senza alcun dubbio, una vera canzone pop, ma si tratta di rare concessioni all’interno di un disco il cui movente principale sembra essere un ritorno all’indecifrabilità della sua prima era.

Ogni suono sembrava chiedere: che cosa può ancora diventare un essere umano quando il suo corpo non è più un confine, ma una materia modificabile?
“XXXXX” parte dalla stessa domanda. Solo che questa volta non sente più il bisogno di gridarla.

L’impressione iniziale è straniante ma personalmente trovo questo album come una delle opere migliori dell’artista venezuelana. In questo momento credo sia arduo trovare un disco di elettronica così coerente nella sua complessità e così coraggioso nell’approccio all’ascoltatore. È il disco di un’artista che non ha più bisogno di dimostrare di poter distruggere ogni forma. Ora può permettersi di costruirne una nuova.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »