L’Umbria aderisce alla rete Ready contro le discriminazioni di genere

Il Consiglio regionale ha espresso parere favorevole alla proposta di adesione della Regione alla rete Ready contro le discriminazioni di genere.
L’approvazione, con 11 voti favorevoli della maggioranza e 6 contrari dell’opposizione, arriva a seguito della presentazione della mozione da parte della presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi che, proprio ieri, aveva presentato nel corso di una conferenza stampa l’importanza di questo atto. Ready è la Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni antidiscriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. Nel dettaglio, l’atto impegna l’esecutivo di Palazzo Donini a provvedere all’adozione della delibera di Giunta necessaria e la sottoscrizione della Carta di Intenti, nel rispetto delle procedure previste dalla Rete.
Illustrando l’atto prima del voto, Bistocchi ha spiegato che “La Regione Umbria è chiamata a fare un ulteriore passo avanti per il contrasto alle discriminazioni che sono figlie di un pregiudizio che ci fa giudicare le persone sulla base di qualcosa che non ci piace: il colore della pelle, l’abbigliamento, l’appartenenza politica, geografica, religiosa, etnica, ma anche per orientamento sessuale ed identità di genere. Il contrasto a queste discriminazioni lo facciamo attraverso diversi passi, alcuni già fatti attraverso la legge regionale 3/2017 (norme contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere), una legge di civiltà. Ma lo vogliamo fare anche attraverso l’adesione alla Ready (Rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni antidiscriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere) nata nel 2006 con l’obiettivo di prevenire, contrastare e superare le discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere. La Rete offre alle Pubbliche amministrazioni locali uno spazio di condivisione e interscambio di buone prassi finalizzate alla tutela dei diritti Umani delle persone LGBT e alla promozione di una cultura sociale del rispetto e della valorizzazione delle differenze. Per le Regioni l’adesione non comporta oneri diretti a carico del bilancio dell’Ente e anche per questo hanno già aderito diverse Regioni, la Toscana, la Puglia, il Piemonte, l’Emilia Romagna, la Campania, la Sardegna. La partecipazione della Regione Umbria alla Ready rappresenterebbe un’opportunità importante. Intanto per rafforzare le politiche regionali di prevenzione e contrasto alle discriminazioni per identità di genere e orientamento sessuale, ma ancora prima serve a ribadire un messaggio: che le discriminazioni fondate su orientamento sessuale e identità di genere rappresentano una violazione dei diritti della persona, come scritto nella Costituzione che all’articolo 2 riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.
Bistocchi ha ricordato che: “Episodi di omofobia, lesbofobia, bifobia e transfobia, nonché fenomeni di esclusione, emarginazione e violenza sono ancora all’ordine del giorno e quindi rendono necessario rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto promuovendo condizioni effettive di pari dignità e partecipazione per tutte le persone. I problemi di carattere economico o sociale non cancellano i problemi di discriminazione legati a identità di genere e orientamento sessuale. Il filosofo, sociologo e storico francese, Michel Foucault teorizzava che il potere non è a somma zero. Questo vale anche per i diritti che non sono a somma zero ed il fatto che qualcuno ne chieda di più non significa automaticamente che ci sia qualcun altro che ne avrà di meno. Perché i diritti si possono sommare. E non solo la Regione Umbria sta facendo la sua parte, voglio ricordare anche l’impegno dei Comuni e ancora prima del tessuto associativo umbro, a cominciare da Omphalos promotore ed organizzatore di due importanti progetti: il Centro antidiscriminazione che si occupa di dare assistenza legale alle persone vittime di violenza, emarginazione, discriminazione, ma anche assistenza psicologica e medica, di ricerca di un posto di lavoro. Poi c’è il progetto Pink House di Gualdo Tadino, di accoglienza residenziale che fornisce un supporto materiale alle persone LGBTQIA+ a cui le famiglie rifiutano un tetto e a cui la società volta le spalle. Plaudo quindi al Comune di Gualdo Tadino e al suo Sindaco, ma anche il Comune di Perugia di Perugia, ora ha fatto la sua parte aderendo di nuovo alla rete Ready a cui aveva aderito nel 2007 e dalla quale era uscito nel 2021, con sindaco l’attuale consigliere regionale Andrea Romizi”.
Gli interventi in aula
Simona Meloni: “Ringrazio la presidente Bistocchi per aver portato all’attenzione questo tema di buone pratiche amministrative di contrasto a fenomeni di odio,
bullismo e altre forme di discriminazione. Già 300 pubbliche amministrazioni hanno aderito a questa forma di progetto. La rete è attiva dal 2006, ma si può fare ancora molto e per noi, per la nostra Giunta rappresenterà un impegno che porteremo avanti con convinzione attraverso una delibera necessaria per trasmettere formale richiesta di adesione. È statisticamente provato che i territori maggiormente inclusivi, dove esiste la tutela dei diritti civili sono tra quelli più attrattivi per professionisti e giovani in genere. Dove c’è rispetto per l’altra persona indipendentemente dal ceto sociale e sesso. Come Esecutivo aderiamo convintamente a questa mozione”.
Laura Pernazza (FI): “Dall’illustrazione dell’atto non è emersa la volontà di portare tutti su una posizione unanime. Esporre una bandiera serve a poco e anche in qualità di ex sindaco mi sento tranquilla perché non ho mai dato vita a delibere discriminatorie. Voteremo contro perché non crediamo che possa fare la differenza aderendo o non aderendo ad una rete”.
Nilo Arcudi (Tp-Uc): “Pensavo, come avevo già fatto in Comune di Perugia, di astenermi, ma con il suo approccio la presidente Bistocchi ha politicizzato la tematica anche con riferimenti a vicende passate. Per questo il nostro voto sarà contrario”.
Luca Simonetti (M5S): “Scopro oggi che gli atti vanno votati in base all’esposizione degli stessi. Se prendessimo per vero questo parametro il 95 per cento degli atti proposti dalla minoranza andrebbero respinti. Il nostro sarà un voto favorevole alla mozione”
Soddisfazione di Omphalos
Soddisfazione è stata espressa da Omphalos Umbria che, in una nota diffusa, ha sottolineato che si tratta di: “Un risultato importante, che segna un ulteriore passo avanti nel percorso di costruzione di istituzioni sempre più capaci di riconoscere, tutelare e promuovere i diritti di tutte le persone. La mozione, a prima firma della presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi e sottoscritta anche dal consigliere Fabrizio Ricci, rafforza un impegno che l’Umbria ha già assunto sul terreno del contrasto alle discriminazioni”.
“L’adesione alla Ready rappresenta molto più di un passaggio formale: significa riconoscere che il contrasto alle discriminazioni è una responsabilità delle istituzioni e che la promozione dei diritti deve tradursi in politiche pubbliche concrete, continuative e condivise. Significa costruire una rete istituzionale capace di contrastare omofobia, lesbofobia, bifobia e transfobia, affrontando le forme di esclusione e marginalizzazione che ancora attraversano la nostra società” scrive Omphalos.
Inoltre, “L’approvazione di questa mozione è un passaggio di grande valore politico e culturale. L’Umbria sceglie di rafforzare il proprio impegno per una società in cui tutte le persone possano vivere liberamente e pienamente la propria identità, senza paura di subire discriminazioni. La RE.A.DY. è uno strumento prezioso perché permette alle istituzioni di mettere in comune esperienze, competenze e buone pratiche, trasformando i principi di uguaglianza in azioni concrete. Ringraziamo Sarah Bistocchi e Fabrizio Ricci per aver promosso questo importante atto. Oggi compiamo un passo avanti, ma il nostro impegno continua: i diritti di tutte e tutti devono avere lo stesso valore e non possono essere messi in discussione” dichiara Roberto Mauri, segretario di Omphalos LGBTI
Omphalos LGBTI auspica che l’approvazione della mozione sia l’inizio di un percorso concreto e strutturato, capace di coinvolgere tutti i livelli istituzionali e il mondo associativo. Perché una società più inclusiva non si costruisce soltanto attraverso le dichiarazioni di principio, ma attraverso scelte politiche, strumenti efficaci e un impegno quotidiano per garantire dignità, libertà e pari diritti a ogni persona.
Source link




