Calabria

ll campo largo sconfitto nelle urne in Calabria. Irto: «Dico “no” a giudizi indistinti»

Nicola Irto, il Pd ha registrato solo sconfitte in questa tornata elettorale. Quello che sta vivendo il partito di cui lei è segretario Calabria appare un inverno senza fine.
«Le Amministrative non si possono ridurre a una rappresentazione sbrigativa delle realtà calabresi. Ogni territorio ha una sua storia, i suoi equilibri e dinamiche specifiche. Perciò abbiamo deciso di aprire una riflessione approfondita nelle assemblee territoriali e negli organismi regionali del partito. Non ci sottraiamo al confronto, che riteniamo necessario. Il partito deve interrogarsi sui risultati, comprenderne le ragioni e preparare il lavoro per il futuro. Sarebbe però un errore trasformare esperienze molto diverse in un giudizio complessivo e indistinto».
I deludenti risultati determineranno contraccolpi dentro al partito? A Cosenza il segretario Matteo Lettieri si è dimesso: qui la Federazione provinciale continua a essere una “polveriera”. Quali scelte saranno compiute?
«È naturale che un risultato elettorale produca conseguenze sul piano politico e organizzativo. In alcuni territori i contraccolpi saranno evidenti, e ritengo anche giusti e necessari, perché il confronto con il voto è il primo passo per ripartire. Per quanto riguarda Cosenza, adesso il gruppo dirigente della federazione provinciale è chiamato ad assumersi fino in fondo la responsabilità di cambiare passo, individuare una direzione politica e far ripartire il partito e con un forte radicamento sul territorio. Questa è la strada che auspico. Se invece non emergerà la capacità di costruire autonomamente questo percorso, si renderanno necessarie scelte radicali».
Il centrosinistra appare incapace di reagire alle batoste incassate in sequenza negli ultimi anni. Che cosa manca al campo progressista per diventare attrattivo agli occhi degli elettori?
«Il primo punto è il radicamento. Il Pd era presente con proprie liste, propri candidati e con l’impegno dei suoi circoli. Da solo questo non basta, però. Se vogliamo costruire un’alternativa efficace alle destre, serve un centrosinistra più forte, più radicato e più presente rispetto ai bisogni e alle istanze delle comunità locali. Le alleanze non possono nascere soltanto durante la campagna elettorale ma devono nascere da un lavoro costante sul territorio, dall’ascolto dei cittadini e da una proposta politica ampia, credibile e riconoscibile, con valori e obiettivi condivisi».
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »