L’informativa della Finanza su Bucci: “Su Atp-Amt informazioni false nelle delibere del consiglio metropolitano, ma il reato è prescritto”

Genova. L’allora sindaco metropolitano Marco Bucci, il segretario generale dell’ente e 18 consiglieri metropolitani avrebbero commesso dei falsi quando hanno approvato le delibere del 7 novembre 2018 in cui era stato votato il trasferimento di due milioni di euro ad Amt come contributo al rinnovamento del proprio parco mezzi. Lo segnala la guardia di finanza nell’informativa inviata alla pm Patrizia Petruzziello e allegata alla richiesta di rinvio a giudizio per dieci imputati nell’inchiesta sulla fusione Amt-Atp.
I falsi ipotizzati tuttavia (tecnicamente si tratta di falso ideologico in atto pubblico) come rilevano gli stessi finanzieri, ancor prima di essere passati al vaglio della procura risultano ormai prescritti e per questo non sarà aperto allo stato nessun fascicolo per questa ipotesi di reato.
La seduta del 7 novembre 2018 e i due milioni ad Amt
In quella seduta il Consiglio della Città metropolitana aveva votato il trasferimento dei due milioni scrivendo che era stata la stessa Amt a chiedere un contributo parziale per l’acquisto di alcuni autobus da 18 metri. In realtà – dice la guardia di finanza – esisteva “un piano preordinato” affinché quei soldi venissero usati da Amt per Atp, in modo che quest’ultima potesse onorare parte del debito con il fornitore di bus Orecchia Iveco “e arrivare all’affidamento in house senza esserne gravati. Gli autobus acquistati da Orecchia e pagati con i denari di Città Metropolitana – ricordano le Fiamme Gialle – sono andati da ATP ad AMT liberi da debiti”. In base a quanto ricostruito c’era “necessità di finanziare urgentemente Atp Esercizio dal momento che era convinzione di tutti gli attori che ciò non potesse avvenire direttamente da Città Metropolitana”.
Circa la consapevolezza di Bucci e di tutto il consiglio sullo stratagemma utilizzato per soccorrere Amt nell’informativa viene citata anche la trascrizione della registrazione della seduta del 7 novembre in cui Bucci dice “Questi due milioni non vanno a favore di AMT, lo sapete tutti, vanno poi in ATP, soltanto che devono andare da AMT, se no non possono andare ad ATP”. Nel documento viene inoltre spiegato che in realtà la Citta metropolitana avrebbe potuto comunque finanziare Atp attraverso lo strumento di soccorso finanziario previsto all’articolo 14 del testo unico delle società partecipate.
L’inchiesta sulla fusione Amt-Atp e la nuova informativa delle Fiamme gialle
Nell’inchiesta per la fusione Amt-Atp, nata da un esposto di Autoguidovie (che era socio privato di Atp), sono accusati di truffa al socio privato, truffa ai danni dello Stato e false informazioni all’Agcm dieci imputati (difesi fra gli altri dagli avvocati Giuseppe Sciacchitano, Andrea Andrei e Massimo Boggio). Le indagini si erano chiuse un anno fa ma alcuni indagati si erano sottoposti a interrogatori o avevano presentato memorie. E la pm aveva disposto un’approfondita consulenza tecnica.
Per questo solo un mese fa è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio con allegata la nuova informativa della finanza. Tra gli imputati ci sono Enzo Sivori, ex presidente del cda di Atp; Marco Beltrami, all’epoca amministratore unico di Amt e la ex presidente di Amt Ilaria Gavuglio, coinvolta per aver fatto parte al tempo del collegio sindacale di entrambe le società.




