Liceo Matematico dal 2026/27, parere CSPI: servono chiarimenti su organici, valutazione, maturità e inclusione

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha espresso il proprio parere sullo schema di decreto relativo all’autorizzazione, ai sensi dell’articolo 11 del D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, del progetto di innovazione metodologico-didattica denominato “Liceo Matematico”. Il parere è stato approvato nella seduta plenaria n. 166 del 29 maggio 2026.
Il progetto, nato nel 2015 nell’ambito del gruppo di ricerca in Didattica della Matematica del Dipartimento di Matematica dell’Università di Salerno, si è progressivamente diffuso a livello nazionale. Attualmente coinvolge una rete di 150 scuole, di cui cento hanno presentato richiesta di sperimentazione al Ministero, e 34 Dipartimenti universitari.
Lo schema di decreto autorizza, a partire dall’anno scolastico 2026/2027, la sperimentazione del progetto dalla classe prima e per un quinquennio presso le istituzioni scolastiche indicate nell’Allegato A.
Il CSPI sottolinea che il “Liceo Matematico” non si configura come un semplice potenziamento curricolare della matematica, ma come una proposta di innovazione didattica finalizzata a valorizzare la dimensione interdisciplinare, culturale e formativa della disciplina.
Alla base del progetto vi è l’idea della matematica come linguaggio universale, capace di dialogare con filosofia, fisica, informatica, economia, biologia, storia, scienze sociali, arti e letteratura. In questa prospettiva, il progetto mira a superare la frammentazione dei saperi scolastici e a favorire una visione unitaria della conoscenza.
Le attività didattiche previste privilegiano metodologie laboratoriali e partecipative. Gli studenti sono chiamati a discutere, formulare ipotesi, argomentare, verificare risultati e collaborare nella risoluzione di problemi complessi. Il laboratorio, precisa il CSPI, non va inteso semplicemente come spazio fisico, ma come modalità di lavoro fondata sul dialogo, sulla sperimentazione e sul ragionamento condiviso.
Un elemento centrale del progetto è il rapporto tra scuola e università. Il “Liceo Matematico” si sviluppa infatti attraverso una collaborazione tra docenti universitari e docenti della scuola secondaria, impegnati nella progettazione di attività formative, materiali didattici e percorsi di approfondimento.
Il monitoraggio degli esiti della sperimentazione sarà affidato ai Comitati scientifici regionali presso gli Uffici scolastici regionali e a un Comitato scientifico nazionale, incaricato di definire i criteri del monitoraggio.
Nel parere, il CSPI ritiene opportuno che nello schema di decreto siano esplicitate in modo più chiaro le finalità della sperimentazione metodologico-didattica del “Liceo Matematico”.
Il progetto prevede inoltre l’insegnamento aggiuntivo denominato “Laboratorio Matematico”, affidato ai docenti delle classi di concorso A-26 e A-27 appartenenti al Consiglio della classe coinvolta nella sperimentazione. Tali docenti assumono il ruolo di responsabili del progetto nella classe e hanno il compito di coordinarsi con l’Università.
L’insegnamento di “Laboratorio Matematico” integra il quadro orario ordinamentale del liceo classico, scientifico e scientifico delle scienze applicate, con due ore settimanali nel primo biennio e un’ora settimanale nel secondo biennio e nel quinto anno.
Su questo punto, il CSPI chiede un chiarimento specifico: occorre precisare nell’articolato dello schema di decreto in che misura le ore aggiuntive rientrino nel quadro delle risorse di organico disponibili degli Uffici scolastici regionali.
Un’altra osservazione riguarda la valutazione. L’articolo 1, comma 5, prevede che la valutazione del “Laboratorio Matematico” sia espressa “in forma di giudizio” e non con voto numerico. Secondo il CSPI non è chiaro come tale giudizio incida sul percorso dello studente, né se e come venga riportato nel documento di valutazione.
Il Consiglio chiede inoltre di chiarire in che modo il “Laboratorio Matematico” trovi rilievo nell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione, considerato che nelle ore aggiuntive sono approfonditi contenuti di matematica e, soprattutto, attività interdisciplinari.
Il CSPI richiama poi l’esigenza di garantire adeguate tutele per le studentesse e gli studenti con disabilità. I processi di sperimentazione metodologico-didattica riconducibili all’autonomia scolastica, si legge nel parere, devono essere accompagnati da garanzie puntuali per il diritto allo studio, nel rispetto dei principi di inclusione, pari opportunità e non discriminazione.
Per questo, il Consiglio ritiene necessario che lo schema di decreto contenga riferimenti espliciti all’inclusione e al rafforzamento strutturale della qualità dell’inclusione scolastica, quale condizione essenziale per l’effettiva attuazione del diritto all’istruzione in condizioni di uguaglianza sostanziale.
Infine, il CSPI suggerisce di utilizzare il termine “percorsi” al posto di “moduli”, al fine di favorire una maggiore integrazione con la progettazione interdisciplinare e con l’impianto complessivo del progetto di innovazione metodologico-didattica.
Il parere del CSPI si sostanzia dunque nelle osservazioni, nelle considerazioni e nelle proposte formulate, con particolare attenzione alla chiarezza delle finalità, alla gestione delle ore aggiuntive, alla valutazione, al raccordo con l’esame di Stato e alle garanzie di inclusione.
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