Lettera dei sindaci di centrosinistra a Meloni sul carovita, Salis: “Ma il governo ci sta ghostando”

Genova. C’è anche Silvia Salis tra i nove sindaci di centrosinistra che amministrano le principali città italiane – in tutto 10 milioni di abitanti – e che con una lettera chiedono “un confronto urgente con il governo” sul carovita e proteste che stanno interessando il paese nelle ultime settimane.
“Il costo della vita, della casa, dell’energia e dei trasporti sta mettendo sotto pressione famiglie, lavoratori e imprese in tutta Italia da Nord a Sud, come in molti Paesi europei – sottolineano i primi cittadini di Roma Roberto Gualtieri, di Firenze Sara Funaro, di Bari Vito Leccese, di Bologna Matteo Lepore, di Torino Stefano Lo Russo, di Napoli Gaetano Manfredi di Milano Beppe Sala, di Genova Silvia Salis e di Cagliari Massimo Zedda – i comportamenti violenti sono inaccettabili e li condanniamo con la massima fermezza. Ma la risposta duratura passa dall’economia: dal potere d’acquisto, dal lavoro, dai servizi essenziali”.
La lettera è la seconda nel giro di poco tempo. “Ma il governo ci sta ghostando”, ha detto Silvia Salis, ieri sera al teatro Puccini di Firenze con la sua collega Sara Funaro per un incontro in cui ha presentato anche il suo libro “È già domani”. “Quello che chiediamo è un incontro, lo abbiamo fatto con toni pacati e istituzionali”.
“Siamo in un momento di tensione sociale, a pochi mesi dalle elezioni, sono tanti i temi dei quali vorremmo parlare in questo momento difficile per l’Italia. Non rispondere è una cosa strana. È chiaro che incontrare sindaci di città così importanti poi implica dare delle risposte su temi come il carovita, i problemi abitativi e così via”, ha aggiunto. “A Genova, ad esempio, abbiamo due grosse crisi, c’è l’ex Ilva ma c’è anche Ericsson“.
Salis, dal palco di Firenze, ha parlato anche delle proteste portate avanti nei giorni scorsi da molti giovani in tante piazze italiane. A Genova l’ultima manifestazione non ha portato problemi sul piano dell’ordine pubblico. “Dobbiamo prendere la parte positiva delle manifestazioni – ha dichiarato Salis – ci sono tante persone pacifiche che chiedono risposte. Bisogna intanto ascoltarle. I giovani hanno esigenze, necessità, ma con loro il governo non parla, anche solo per conoscere i problemi. Hanno risposto alle vertenze, agli autotrasportatori, ma ai giovani no. Poi ci chiediamo come mai non votano”.
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