Sicilia

Lepore, «Bologna è ferita non si può morire così. Siamo al fianco della famiglia di Fakir»

«Mi ha colpito come la politica nazionale sia rimasta distante da questo caso, con una freddezza che non deve essere delle istituzioni. Sento un grande silenzio. Una politica che di fronte alla tragedia è muta». Lo afferma il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, in un’intervista a La Repubblica, dopo la morte di Fakir, deceduto durante un intervento di polizia. «Non si può morire così – dice Lepore – . Chiunque abbia visto quel video è rimasto scioccato. Io per primo. Ci facciamo molte domande, ma non siamo noi che dobbiamo dare le risposte. Mancano ancora molti elementi e immagini». «Nel silenzio delle istituzioni mi hanno confortato le rassicurazioni del procuratore Paolo Guido che sta facendo il massimo, ha in mano le bodycam indossate dagli agenti, siamo in attesa dell’autopsia – prosegue il sindaco -. Si sta lavorando per fare piena luce. Qualcosa è comunque sicuramente andato storto. Saremo al fianco della famiglia per appurare cosa». Per Lepore «una politica forte crede nello Stato di diritto, non si sostituisce ai giudici. E noi ieri sera siamo scesi in piazza anche per le forze dell’ordine che non possono essere lasciate sole nei quartieri delle città. La politica di fatto sta scaricando il tema della sicurezza sulle spalle degli agenti». «Ma quando arriva la polizia la politica ha già fallito. Mi chiedo se per esempio siano formati di fronte ai problemi psichiatrici», sottolinea il sindaco di Bologna.


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