«La Sicilia non è un brand da vendere sulle bancarelle»
Fino agli anni Cinquanta e Sessanta la Sicilia aveva un’immagine forte, riconoscibile, definita culturalmente in modo netto: civiltà contadina, analfabetismo, senso dell’onore, credenze magico-religiose. Tutti tratti bollati negativamente dalla società industriale, borghese e alfabetizzata, ma che hanno generato una letteratura grandiosa. Oggi, invece, la nostra immagine agli occhi del mondo si è sbiadita, tra folklore turisticizzato e rappresentazione falsa da spot televisivo; quasi un brand da vendere sulle bancarelle dove trovi il pupazzo con la lupara e la testa in ceramica del saraceno. E trovo svilente che tutto questo venga esibito con atteggiamento compiaciuto».
Con spirito critico e ironia graffiante l’autorevole antropologo culturale Mario Bolognari, già docente dell’Università di Messina, interviene sulla percezione dell’immagine della Sicilia a livello internazionale. I suoi studi sull’Isola – tra immagini, stereotipi e realtà – sono stati presentati anche in alcuni degli atenei più prestigiosi del mondo. Guardando alla storia degli ultimi decenni e considerando anche le fiction tv, la letteratura, l’arte, può dirsi che vi sono stati dei cambiamenti positivi.
Ma quanto sono davvero rilevanti?
«Purtroppo, lo sguardo nordeuropeo sulle aree mediterranee – che con altri studiosi ho esaminato nel libro Il mistero e l’inganno. Pensare, narrare e creare la Sicilia (Navarra editore) – è condizionato da impostazioni ideologiche coloniali, come “l’orientalismo”, di cui ha brillantemente scritto Edward Said. Nonostante i nostri sforzi di trasmettere un’idea diversa, resta ancora un pregiudizio che colpisce tutto il basso Mediterraneo e il Medio Oriente, i cui abitanti sono considerati inaffidabili, bugiardi, traditori, doppiogiochisti, sporchi, privi di senso civico, familisti amorali. Va subito detto che si tratta di una proiezione, che serve per affermare che i popoli del Nord sono, invece, tutto il contrario. Sappiamo perfettamente quanto tutto ciò sia falso; basterebbe ascoltare i politici dell’Unione Europea per averne la conferma».
L’intervista integrale di Salvo Fallica a Mario Bolognari nell’edizione cartacea e in quella digitale
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