addio cibo ultraprocessato e gare al ribasso. Il nuovo bando vale 766 milioni di euro
Un piano d’impatto economico enorme destinato a riscrivere la qualità del cibo sui banchi di scuola e la tutela dell’ambiente nella Capitale. È stato presentato in Campidoglio il nuovo bando di gara per il servizio di ristorazione scolastica di Roma Capitale, un appalto quadriennale dal valore di ben 766 milioni di euro.
La misura garantira ogni anno quasi 24 milioni di pasti distribuiti all’interno di 816 strutture tra scuole e servizi educativi della città, la cui stragrande maggioranza è provvista di cucine interne.
I dettagli del provvedimento sono stati illustrati dal Sindaco Roberto Gualtieri, affiancato dall’Assessora alla Scuola Claudia Pratelli, dall’Assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi, dai Presidenti delle commissioni consiliari competenti Carla Fermariello e Giammarco Palmieri e dal presidente del Consiglio del Cibo Fabio Ciconte.
Lo stop alle offerte al ribasso e la stretta sulla qualità alimentare
La novità politica e gestionale di maggiore rilievo riguarda il criterio d’attribuzione dell’appalto: l’amministrazione ha deciso di escludere in modo tassativo la possibilità di offerte al ribasso sul costo del pasto, fissando una tariffa bloccata ed elevando i criteri di valutazione legati alla qualità dell’offerta e alla sostenibilità.
In campo alimentare le direttive del bando introducono una svolta netta:
Bando agli alimenti ultraprocessati: Spariscono dai menù preparati industriali o cibi trasformati ad alto contenuto di additivi.
Più frutta fresca e locale: Aumenta la presenza di frutta di stagione del territorio, promuovendo anche l’uso di frutti fuori calibro per contrastare lo spreco.
Formazione specifica per le cucine: Previsti corsi e premialità per il personale addetto ai fornelli al fine di valorizzare la preparazione e la gradevolezza di piatti a base di verdure, legumi e pesce.
«Abbiamo scelto che il costo del pasto non possa essere oggetto di ribasso, premiando invece la qualità delle offerte – ha sottolineato il sindaco Roberto Gualtieri –. Vogliamo valorizzare le cucine delle scuole, favorire prodotti freschi e menù più sani e sostenibili, mettendo al centro il benessere delle bambine e dei bambini».
Sostenibilità, lotta allo spreco e menù “green”
L’appalto integra stringenti vincoli ecologici: incentivo all’uso di prodotti biologici, DOP e IGP, valorizzazione della filiera corta e misurazione dell’impronta ambientale richiesta direttamente alle imprese concorrenti.
Saranno introdotti sistemi per il tracciamento e la riduzione dello spreco alimentare, oltre all’adozione di menù stagionali a ridotto impatto ambientale e alla drastica riduzione di imballaggi e trasporti.
Scatta inoltre un forte vincolo di responsabilità sociale: sono previste premialità per le aziende che acquisteranno materie prime provenienti da agricoltura sociale, beni confiscati alle mafie o iscritte alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità per la lotta al caporalato.
«Il cibo è una politica pubblica che tiene insieme salute, educazione, lavoro e giustizia sociale – ha ribadito l’assessora alla Scuola Claudia Pratelli –. Con circa 150.000 pasti serviti ogni giorno, Roma sceglie di esercitare con responsabilità il ruolo di stazione appaltante. Il pasto a scuola rende possibile il tempo pieno e, per molti bambini, rappresenta l’unico pasto proteico della giornata».
«Roma vanta già un ottimo standard (12° posto nazionale nella classifica Foodinsider), ma ora rafforziamo la promozione di prodotti biologici e locali – ha aggiunto l’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi –. Investire sulle mense pubbliche significa portare il diritto al cibo sano e la cultura della sostenibilità nelle famiglie».
Stop al subappalto, tutele per i lavoratori e refettori insonorizzati
Sul fronte della tutela del lavoro, il bando fissa paletti precisi per garantire la stabilità occupazionale delle migliaia di addetti della filiera:
Divieto assoluto di subappalto per il servizio principale di ristorazione.
Clausola sociale per garantire la continuità lavorativa del personale attualmente in servizio.
Obbligo di applicazione del contratto collettivo nazionale di settore.
Introduzione di un voucher annuale di 500 euro per sostenere gli operatori sottoposti a contratti di part-time ciclico.
Per quanto riguarda le strutture, la Giunta ha previsto un investimento di 2 milioni di euro all’anno per accelerare la sostituzione delle attrezzature da cucina usurate.
Viene inoltre introdotto l’obbligo per le aziende vincitrici di realizzare l’insonorizzazione di almeno un refettorio per lotto, con premialità di gara riservate a chi estenderà gli interventi fonoassorbenti ad altri plessi scolastici.
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