Lazio

l’emergenza affitti travolge Roma (+10%), mentre Milano e Firenze rifiatano con gli studentati

Il mercato delle locazioni per gli studenti fuorisede disegna un’Italia a due velocità, spaccata tra metropoli stritolate dall’emergenza abitativa e centri urbani in cui la nascita delle prime residenze universitarie comincia a raffreddare i listini.

In questo scenario fortemente disomogeneo, Roma si conferma uno dei mercati più aggressivi e costosi della Penisola: le rilevazioni di ottobre 2026 curate da SoloAffitti attestano un incremento medio dei canoni del 10% rispetto al 2025, accompagnato da un balzo del 15% sul fronte delle domande, spinto dalla crescita degli iscritti internazionali negli atenei della Capitale.

A poco è servito il progressivo riassorbimento nel circuito della residenzialità tradizionale di numerosi immobili precedentemente destinati al mercato turistico degli affitti brevi.

A Roma la forbice dei costi resta larghissima: per una singola nelle fasce più periferiche servono tra i 300 e i 500 euro, ma l’asticella schizza verso il tetto dei 1.000 euro al mese nei quartieri ad alta densità universitaria e per gli appartamenti ristrutturati di fascia alta.

Il mosaico italiano: rincari record a Genova e Torino, crollo verticale a Firenze

L’indagine di SoloAffitti evidenzia scostamenti profondi a seconda del bacino geografico. La maglia nera dei rincari spetta a Genova (+30%), dove una stanza nell’area degli atenei (San Martino e Albaro) oscilla tra 280 e 400 euro, con contratti che si chiudono mediamente in 60 giorni. Tassi di crescita sostenuti si registrano anche a Reggio Calabria (+20%), con valori compresi tra 160 e 250 euro.

Segnali di forte tensione arrivano da Torino (+15-20%), dove l’aumento tocca il +30% nei quadranti di Santa Rita e Lingotto (stanze tra 400 e 600 euro) e le locazioni nei pressi dei poli didattici si concludono in 7-10 giorni.

A Pisa (+15%) le tariffe spaziano dai 290 euro della zona Stadio ai 550 euro del centro storico, mentre a Rende (+15%) la crescita dell’offerta universitaria trascina le quotazioni tra 250 e 500 euro. Frena l’ascesa a Catanzaro (+5%), con prezzi attestati tra 250 e 320 euro.

Di segno opposto il trend nelle città in cui la presenza di nuove strutture ricettive pubbliche o convenzionate ha imposto una sterzata ai prezzi:

Firenze (-20%): L’inaugurazione di 1.800 posti letto negli studentati e l’espansione del 20% delle camere private hanno spinto i prezzi al ribasso, assestandosi tra i 400 e gli 800 euro (spese incluse).

Milano (-15%): Dopo anni di aumenti ininterrotti, il capoluogo lombardo registra un evidente ridimensionamento. I canoni retrocedono posizionandosi tra i 450 euro di Rogoredo e i 700 euro della zona Solari-Washington. Oltre alla concorrenza dei campus, incidono il peso economico insostenibile e la crescita degli atenei telematici.

Forlì (-5/10%): Canoni in flessione tra 250 e 350 euro, coincidenti con una contrazione della domanda studentesca del 20%.

Situazione di sostanziale stasi a Perugia (200-350 euro), Napoli (350-450 euro in centro, fino a 550 euro al Vomero) e Bari (media 300 euro, con richieste in calo del 15% e tempi di locazione intorno ai 30 giorni).

Mappa romana: La Sapienza, Roma Tre e il peso della Luiss

L’approfondimento sul territorio capitolino mostra una forte disparità di valori a seconda del polo universitario e dello stato dell’immobile, in un mercato ultra-rapido dove la ricerca di una stanza si chiude mediamente in appena dieci giorni.

Attorno al bacino de La Sapienza un posto letto tradizionale varia tra i 500 e i 700 euro, mentre nell’area di Roma Tre la forbice oscilla tra i 500 e i 650 euro. Valori decisamente più elevati ai Parioli (fino a 800 euro), per toccare il picco di 1.000 euro al mese nel quadrante Luiss per gli immobili di nuova fattura o finemente ristrutturati.

Inoltre, il rientro di ex case vacanza e B&B ha generato un segmento luxury fuori portata per la stragrande maggioranza delle famiglie, con stanze doppie che toccano persino i 1.500 euro al mese.

SoloAffitti: “Per il diritto allo studio serve sbloccare il patrimonio sfitto”

Sull’emergenza delle locazioni è intervenuta Silvia Spronelli, amministratrice delegata di SoloAffitti:

«La piaga del carostanze non ammette risposte generiche. Ogni città risponde a dinamiche proprie e incrementare unicamente il numero di alloggi dedicati non rappresenta la soluzione decisiva. Occorre una strategia integrata che accompagni la crescita delle università, coniugando gli studentati allo sblocco del patrimonio immobiliare privato inutilizzato. Diritto allo studio e politiche per la casa devono viaggiare di pari passo per offrire soluzioni realmente accessibili a tutti gli studenti».

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