Legge di Bilancio 2027: a che punto siamo e cosa possiamo aspettarci. Tajani: “In CdM entro mercoledì”

La macchina della Manovra economica per il 2027 si è messa ufficialmente in moto, anche se siamo ancora nella fase in cui le intenzioni e le bozze del Governo devono trasformarsi in norme concrete.
In attesa che il disegno di legge arrivi al Consiglio dei Ministri (probabile arrivo entro mercoledì secondo quanto detto dal vice premier Antonio Tajani, ndr), per l’approvazione formale e inizi poi il consueto cammino parlamentare fatto di emendamenti e limature, le coordinate principali sono già state tracciate.
Il punto di riferimento resta l’architettura delineata dal Documento programmatico di finanza pubblica e dal Documento programmatico di bilancio approvato a metà ottobre 2026.
Salvo imprevisti o il ricorso all’esercizio provvisorio, il testo definitivo vedrà la luce in Gazzetta Ufficiale entro il 31 dicembre 2026, con la maggior parte delle novità pronte a scattare dal 1° gennaio 2027.
La parola d’ordine del Ministero dell’Economia continua a essere “selettività”. In un contesto di risorse limitate e di regole europee sui conti pubblici da rispettare, l’esecutivo punta a concentrare le coperture su poche priorità chiave: il sostegno alle buste paga dei lavoratori, gli incentivi alla natalità per contrastare l’inverno demografico e il rilancio della competitività delle piccole e medie imprese.
Fisco, riscossione e il nuovo nodo delle compensazioni
Sul piano fiscale, l’attenzione principale resta concentrata sulle novità in materia di IRPEF e sulle regole di versamento. Sembra al momento perdere quota l’ipotesi di estendere il taglio dell’aliquota intermedia fino ai redditi di 60.000 euro; prende invece corpo l’idea di un “bonus per i fragili”, ossia un anticipo delle detrazioni fiscali riservato alle spese sanitarie di anziani e malati cronici.
Tra le indiscrezioni più recenti spunta anche l’ennesimo ritocco al ribasso sulla soglia dei debiti fiscali iscritti a ruolo che fa scattare il blocco dell’uso dei crediti d’imposta in compensazione: il limite, già ridotto a 50.000 euro, potrebbe scendere a 30.000 euro dal prossimo anno.
Per le imprese di minori dimensioni e i liberi professionisti resta sul tavolo l’ipotesi di innalzare la soglia d’incasso per accedere al regime forfettario dagli attuali 85.000 a 100.000 euro.
Confermata infine la probabile proroga di ulteriori sei mesi per Plastic Tax e Sugar Tax, la cui entrata in vigore slitterebbe così a metà 2027.
Rebus pensioni
Nel capitolo dedicato al lavoro dipendente, l’obiettivo dichiaratamente prioritario è difendere il potere d’acquisto dei salari.
Per farlo, si punta a confermare la tassazione sostitutiva agevolata al 5% sugli aumenti retributivi legati ai rinnovi contrattuali, ad affiancare una cedolare al 15% per le maggiorazioni dovute a straordinari, lavoro notturno o festivo, e a potenziare i premi di risultato e i servizi di welfare aziendale (inclusa la nuova carta welfare destinata al personale scolastico).
Decisamente più complesso e spinoso è il fascicolo previdenziale. Con una spesa pensionistica destinata a salire a 367 miliardi di euro nel 2027, le risorse per consentire uscite anticipate sono risicate.
Il dibattito interno alla maggioranza oscilla tra le spinte della Lega per introdurre una sorta di “nuova Quota 100” — che consentirebbe di ritirarsi a 64 anni con 36 anni di contributi anche a chi ha versato prima del 1996 — e la necessità della Ragioneria di contenere la spesa. Per trovare coperture, si valuta un ritorno alla rivalutazione degli assegni per fasce (penalizzando gli interventi di adeguamento all’inflazione sulle pensioni medio-alte).
Sul tema delle pensioni minime, l’intenzione è quella di farle salire verso una soglia compresa tra 800 e 850 euro mensili, ma senza una proroga della maggiorazione straordinaria oggi in vigore l’adeguamento effettivo rischia di risultare inferiore rispetto al reale costo della vita.
Restano da rifinanziare anche strumenti chiave in scadenza a fine anno come l’Ape Sociale e l’allungamento a sette anni dell’isopensione aziendale.
Famiglia, casa e incentivi alle imprese
Per quanto riguarda le politiche per la famiglia, rispunta l’idea di un “salvadanaio previdenziale” a favore di ogni nuovo nato: una sorta di libretto di risparmio aperto dallo Stato con un contributo iniziale (ipotesi di 1.000 euro) che potrà poi essere alimentato dai genitori con donazioni esentasse.
In tema di casa, oltre alla riconferma degli incentivi per l’acquisto della prima casa da parte degli under 36, si discute il taglio dal 10% al 5% della cedolare secca sugli affitti a canone concordato di lunga durata e l’estensione della flat tax sugli affitti a uso abitativo anche se stipulati con inquilini-imprese.
Per quanto riguarda il capitolo edilizia, tramontata l’era dei maxi-bonus indistinti, la manovra si avvia a confermare il bonus mobili e a ripristinare un Ecobonus mirato al 65% ma riservato esclusivamente ad interventi ad alta efficienza energetica come l’installazione di pompe di calore, cappotti termici e sistemi ibridi.
Si profilano, poi, interventi di rifinanziamento per la Nuova Sabatini, il Fondo Automotive e i Contratti di Sviluppo, a cui si aggiunge l’ipotesi di un fondo per promuovere la filiera italiana della robotica umanoide.
E sulla scuola?
Lecito attendersi qualcosa anche sul fronte dell’istruzione. Dalla Carta Docente fino al bonus alle scuole paritarie, passando per altre misure che sono in cantiere. Da considerare, però, che per la scuola, in parallelo, c’è anche la discussione del Decreto Scuola in corso di conversione in legge in Parlamento.
Source link




