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Diventare insegnante di sostegno nel 2027: TFA, terzo ciclo Indire e percorsi per docenti con tre anni di servizio

Chi vuole diventare docente di sostegno si trova ad affrontare un iter strutturato e in continua evoluzione normativa: tra requisiti, selezioni universitarie, percorsi straordinari, graduatorie provinciali e concorsi pubblici, orientarsi nel panorama del reclutamento sul sostegno può sembrare infatti complesso. In questa guida analizziamo ogni fase di questo percorso: dai titoli di studio necessari per accedere alle specializzazioni, al funzionamento delle supplenze tramite GPS, fino ai meccanismi che portano all’immissione in ruolo.

Chi vuole diventare docente di sostegno si trova ad affrontare un iter strutturato e in continua evoluzione normativa: tra requisiti, selezioni universitarie, percorsi straordinari, graduatorie provinciali e concorsi pubblici, orientarsi nel panorama del reclutamento sul sostegno può sembrare infatti complesso. In questa guida analizziamo ogni fase di questo percorso: dai titoli di studio necessari per accedere alle specializzazioni, al funzionamento delle supplenze tramite GPS, fino ai meccanismi che portano all’immissione in ruolo. 

Per prima cosa precisiamo che la professione di insegnante di sostegno non è legata a singole classi di concorso contraddistinte da codici numerici tradizionali così come per i posti comuni. Le cattedre vengono invece distribuite all’interno di quattro macro-aree territoriali e scolastiche, denominate codici di posto: 

  • ADAA per la scuola dell’Infanzia;



  • ADEE per la Primaria;



  • ADMM per la scuola Secondaria di Primo Grado;



  • ADSS per la Secondaria di Secondo Grado, in cui le storiche suddivisioni disciplinari sono state unificate in un unico elenco.

I canali per conseguire la specializzazione: TFA e corsi INDIRE

Il solo titolo accademico non abilita all’insegnamento sul sostegno, ma rappresenta il presupposto per accedere alla formazione specialistica.

Il percorso ordinario del TFA Sostegno

Regolato dal D.M. 92/2019, il Tirocinio Formativo Attivo è un corso universitario a numero chiuso della durata di un anno (pari a 60 CFU e 1.500 ore complessive di impegno). 

Per quanto riguarda i requisiti d’accesso all’iter di specializzazione, fissati dal DM 8 febbraio 20219, n. 92 e dal D.Lgs. 59/2017, le regole cambiano a seconda dell’ordine di scuola:

  • per la scuola dell’infanzia e primaria è necessario possedere la laurea a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria (LM-85 bis). Permane tuttavia la deroga per chi ha conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002 un diploma di Istituto Magistrale, di Scuola Magistrale o di Liceo Socio-Psico-Pedagogico;



  • per la scuola secondaria di primo e secondo grado, occorre una laurea magistrale, specialistica o di secondo livello AFAM che consenta l’accesso ad almeno una classe di concorso disciplinare; 

  • per gli Insegnanti Tecnico-Pratici (ITP) è invece sufficiente il diploma di scuola secondaria superiore idoneo per le classi della Tabella B, fermo restando il quadro normativo di transizione delineato dal D.L. 36/2022.

Per maggiori dettagli consulta anche questo link.

L’ammissione al TFA sostegno avviene tramite una selezione pubblica a tappe gestita dai singoli atenei, che comprende un test preselettivo a risposta multipla su competenze verbali e psico-pedagogiche, una prova scritta a risposta aperta e un colloquio orale. I docenti con almeno tre anni di servizio specifico prestati nell’ultimo quinquennio e gli idonei dei cicli precedenti usufruiscono di semplificazioni o esoneri dalle fasi preselettive.

Il percorso didattico si articola in insegnamenti teorici di psicologia dello sviluppo e normativa scolastica, laboratori pratici dedicati alle singole disabilità e 300 ore di tirocinio divise tra attività diretta in classe ed esercitazioni indirette con i tutor universitari (per approfondire). 

Le lezioni teoriche possono essere svolte a distanza fino al limite del 20%. I costi dell’intero itinerario, compresi indicativamente tra i 2.500 e i 4.000 euro, sono interamente a carico del frequentante. Attualmente, è in corso l’XI ciclo del TFA sostegno che dovrà concludersi entro il 30 giugno 2027: la programmazione ministeriale triennale prevede l’attivazione anche di un XII ciclo, il cui bando si aspetta per la prossima primavera inoltrata. 

I percorsi straordinari INDIRE

Accanto al canale ordinario, il D.L. 31 maggio 2024, n. 71 (convertito con Legge 106/2024) e i relativi decreti attuativi hanno introdotto percorsi speciali affidati ad INDIRE o gestiti in convenzione con le università. Questi percorsi sono riservati a specifiche categorie di precari, in particolare a chi ha maturato almeno tre anni di servizio sul sostegno negli ultimi otto anni scolastici o a chi è in attesa del riconoscimento di un titolo conseguito all’estero. Si sono espletati due cicli INDIRE aperti alle suddette categorie di aspiranti: si parla dell’attivazione di un terzo ciclo, ma stavolta sembrerebbe destinata soltanto ai candidati con tre anni di servizio su sostegno (per approfondire vedi anche qui). 

Percorsi ordinari per docenti con 3 anni di servizio

I percorsi universitari destinati ai docenti che a mano a mano acquisiscono i tre anni di servizio potrebbero anche diventare strutturali. Vanno in questa direzione alcuni emendamenti al Decreto Scuola, del quale si attende la prosecuzione dell’iter e la trasformazione in Legge entro il prossimo 29 novembre. 

L’assegnazione delle supplenze tramite GPS e Graduatorie d’Istituto

In attesa della stabilizzazione, l’inserimento nel mondo del lavoro e l’attribuzione degli incarichi a tempo determinato avvengono mediante le Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), aggiornate con cadenza biennale tramite Ordinanza Ministeriale (l’O.M. 27 del 16 febbraio 2026 è il riferimento per il biennio 2026/28).

Le graduatorie per il sostegno sono strutturate in due fasce:

  1. la Prima Fascia, riservata esclusivamente agli insegnanti che hanno già completato la specializzazione sul sostegno;



  2. la Seconda Fascia, destinata ai docenti privi di specializzazione ma con all’attivo almeno un triennio di servizio specifico nella materia.

Gli aspiranti possono richiedere fino a 150 preferenze all’interno della provincia di riferimento per ottenere cattedre annuali (fino al 31 agosto) o fino al termine delle attività didattiche (fino al 30 giugno).

Per le sostituzioni brevi e temporanee si ricorre invece alle Graduatorie d’Istituto della singola scuola.

Qualora anche queste ultime risultino esaurite, la scuola può procedere all’incrocio delle graduatorie disciplinari ordinarie o pubblicare specifici interpelli pubblici a livello nazionale per la copertura del posto: se ancora non si è inseriti in nessuna graduatoria e se si vuole tentare di iniziare a lavorare ugualmente, la via più immediata è questa. Sopratutto in alcune realtà del Nord Italia, infatti, le scuole sono spesso in cerca di docenti (vedi qui per approfondire). 

L’immissione in ruolo e la conferma definitiva

Il reclutamento a tempo indeterminato sui posti di sostegno è disciplinato dall’articolo 399 del Testo Unico della Scuola (D.Lgs. 297/1994), che ripartisce le cattedre vacanti secondo le seguenti modalità principali:

  • il 50% dei posti è destinato alle GAE (graduatorie ad esaurimento), riservate al personale abilitato ma ormai chiuse a nuove iscrizioni;



  • il 50% dei posti  è ripartito mediante le procedure concorsuali ordinarie.

I concorsi pubblici sonoriservati ai soli docenti già specializzati (come i concorsi legati all’attuazione del PNRR). I candidati che superano le prove e si collocano utilmente nelle Graduatorie di Merito ottengono la nomina in ruolo.

In presenza di cattedre ancora disponibili dopo la fase concorsuale, la normativa (avviata con l’art. 59 del D.L. 73/2021 e prorogata nel tempo) consente l’assunzione diretta dalla prima fascia sostegno delle GPS. La procedura prevede la firma di un contratto a tempo determinato di un anno, lo svolgimento dell’anno di prova con una lezione simulata conclusiva e la successiva conversione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Attenzione: per poter partecipare ai concorsi sui posti di sostegno, al titolo abilitante deve essere obbligatoriamente associata la relativa specializzazione.

Ad oggi si sono concluse varie procedure concorsuali, di cui l’ultima è il PNNR3: in molte regioni ancora si deve procedere con lo scorrimento delle graduatorie di merito (anche di precedenti concorsi) e in molti casi gli stessi vincitori non stati ancora immessi in ruolo. Al momento, pertanto, non si sa con esattezza quando e se verrà bandito un nuovo concorso a breve: si parla della possibilità di nuove procedure dove gli elenchi sono esauriti, e non quindi a carattere nazionale: occorrono le indicazioni ufficiali dal Ministero per capire quali saranno le direttive che si seguiranno. 

Anno di prova 

A prescindere dalla strada seguita per il reclutamento, tutti i neoassunti devono svolgere l’anno di formazione e prova, affiancati da un docente tutor. Il percorso si chiude con il colloquio e la valutazione finale: l’esito positivo dell’anno di prova sancisce la conferma definitiva del docente nei ruoli dello Stato.

Risposte ai quesiti

È possibile inviare un quesito all’indirizzo [email protected]

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