L’educazione digitale dei minori di tutta Europa parte da Padova

La ricerca europea sull’educazione digitale nasce a Padova: il progetto dell’università patavina “Giovani, salute e sani stili di vita”, avviato nel 2022 per promuovere il benessere delle nuove generazioni, ha dato seguito allo studio “Screen Time Exposure and Children’s and Adolescents’ Health”. Il documento, firmato da Lorenza Onorati, componente della European Academy of Paediatrics e specializzanda della Pediatria di Padova, insieme a Eugenio Baraldi, direttore scientifico della Fondazione Città della Speranza e coordinatore del progetto, approfondisce gli effetti dell’esposizione agli schermi sulla salute di bambini e adolescenti.
«Mi sono già espresso più volte sui rischi legati ad un utilizzo eccessivo e incontrollato degli schermi da parte dei più giovani, tanto da sostenere in prima persona il disegno di legge che prevede lo stop all’utilizzo dei social per i minori di 14 anni. Per questo plaudo al primo position paper europeo sulla salute digitale di bambini e adolescenti elaborato nell’ambito del progetto dell’Università di Padova e pubblicato sulla rivista scientifica Acta Paediatrica. Un lavoro che conferma, con solide basi scientifiche, la necessità di intervenire a tutela dei più giovani», lo afferma il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani.
«Il position paper offre a famiglie, pediatri, scuole e decisori politici indicazioni scientificamente fondate per affrontare una sfida che riguarda la salute pubblica – prosegue Stefani – L’eccessiva esposizione agli schermi e il rischio di dipendenza digitale compromettono il benessere psicologico, il sonno, l’attività fisica, le relazioni sociali e il rendimento scolastico dei nostri ragazzi: servono regole chiare e un’educazione digitale responsabile, a partire dalle famiglie».
«È un risultato di grande valore per la sanità e la ricerca veneta – conclude Stefani – Il fatto che il primo position paper europeo su questo tema nasca a Padova conferma l’eccellenza del nostro sistema universitario e pediatrico e il suo contributo a una strategia condivisa per la tutela della salute digitale dei più giovani».
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