Umbria

L’economia femminista secondo Emma Holten: appuntamento con Santambrogio a Umbrò


L’11 dicembre, alle ore 18 a Umbrò, all’interno della rassegna ‘Dialogando’ è in programma un appuntamento con il professore Ambrogio Santambrogio, dell’università di Perugia, sull’economia femminista secondo Emma Holten, attraverso la lente del libro Deficit. Perché l’economia femminista cambierà il mondo, scritto dall’attivista danese Emma Holten e tradotto in italiano da Stefania Forlani per La Tartaruga (2025). A dialogare su questo argomento con il professore Santambrogio sarà Martina Marzi, communication officer della Fondazione Giacomo Brodolini ed editor della rivista inGenere.it, specializzata in analisi economiche con prospettiva di genere.

Il volume di Holten, già premiato nel 2024 nel suo paese d’origine, si propone di rivedere radicalmente il modo in cui la scienza economica tradizionale misura valore e benessere. Il punto di partenza è la profonda critica al fatto che i modelli economici, nati durante l’Illuminismo e tuttora alla base delle decisioni politiche, ignorino sistematicamente il lavoro di cura, soprattutto femminile, e tutto ciò che non si può facilmente quantificare in termini monetari: dalla tutela dell’ambiente al tempo libero.

L’economia femminista, come spiega Holten, rappresenta una proposta per «accantonare i modelli tradizionali e ripartire da una nuova prospettiva valorizzante», che abbia al centro la cura e riconosca la vulnerabilità e il contributo invisibile delle donne nella società. L’autrice denuncia anche la pervasività degli stereotipi di genere nel dibattito pubblico e nella politica economica: un esempio emblematico è l’idea che le donne costituiscano un “deficit netto” per la società a causa del congedo di maternità o del lavoro part-time, affermazione che Holten respinge con forza.

Martina Marzi proporrà nel dialogo con Santambrogio alcune delle questioni chiave sollevate da Holten, come la connessione tra cultura, famiglia ed economia teorizzata da Silvia Federici. Marzi metterà in luce come la stessa economia, modellando la realtà sociale, contribuisca a sminuire il lavoro di cura e con esso distragga dal problema strutturale dell’uguaglianza e del riconoscimento economico delle attività femminili, aggravando così le diseguaglianze di genere.

Il dialogo approfondirà anche i riflessi più ampi di questa invisibilità economica, che non riguarda solo il lavoro di cura ma anche la salvaguardia delle risorse naturali, fenomeno strettamente legato all’attuale crisi climatica. Holten sottolinea infatti come il sistema capitalistico sfrutti entrambe queste “risorse non prezzate”, contribuendo al degrado ambientale e all’incremento delle disuguaglianze.

Un passaggio interessante sarà dedicato al confronto tra il modello danese, paese natale dell’autrice, e il contesto italiano, entrambi esempi della pervasività di un approccio economico simile, nonostante differenze apparenti nei sistemi di welfare e nella partecipazione femminile al lavoro retribuito.

L’incontro dell’11 dicembre si configura dunque come un importante momento di riflessione sulle ragioni e le prospettive dell’economia femminista, una chiave per ripensare il valore sociale ed economico del lavoro di cura, offrendo nuovi impulsi per costruire una società più equa e sostenibile.

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