Emilia Romagna

Le forze politiche di maggioranza in presidio davanti al carcere dopo il diniego al Consiglio


Dopo il diniego del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) allo svolgimento di una seduta del consiglio comunale all’interno del Carcere Sant’Anna – prevista per la giornata di oggi, poi rinviata solo nelle scorse ore – le forze di maggioranza hanno deciso di svolgere un presidio proprio davanti al penitenziario Alle ore 14 i rappresentanti di Partito Democratico, Alleanza Verdi-Sinistra e Movimeno 5 Stelle hanno simbolicamente esposto uno striscione davanti al piazzale del Sant’Anna.

“Abbiamo comunque scelto di essere qua oggi, non tanto per protestare contro un ‘no’ che comunque è stato uno sgarbo istituzionale rispetto alla carica più importante e di Modena politica che è il consiglio comunale, ma per dimostrare la vicinanza che comunque questo consiglio ha verso il carcere, verso i detenuti, verso chi vi lavora tutti i giorni, chi fa volontariato”,ha spiegato il capogruppo Pd Diego Lenzini.

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“Siamo vicini a questa struttura, abbiamo voluto dimostrarlo e lo dimostreremo oggi come domani in tutte le occasioni che ce ne sarà bisogno – ha aggiunto – Ci troviamo di fronte a situazioni di sovraffollamento al limite dell’inverosimile. Questa struttura ha quasi il doppio dei detenuti per la quale è strutturata. La polizia penitenziaria è sotto organico, ci sono condizioni di lavoro molto complicate. Ci sono tutta una serie di difficoltà: una struttura obsoleta, difficoltà a raffreddarla d’estate e a riscaldarla d’inverno. Insomma, questo è un pezzo di città. Chi vi lavora e chi è detenuto sono comunque parte della nostra città e dobbiamo farcene carico.”

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Il presidio ha avuto una svolta imprevista. Il Direttore del Sant’Anna, Orazio Sorrentini, ha infatti invitato i consiglieri presenti all’interno della caserma della struttura, offrendo loro un caffè e intrattenendosi per alcuni minuti di colloquio. Un gesto di distensione, apprezzato dai rappresentanti politici.

“Questo è un gesto da parte del direttore importante perché testimonia che, diciamo, l’interesse dell’Amministrazione, del consiglio comunale, e quindi della città nei confronti dell’istituzione carceraria e di tutti i problemi che vi sono, è tenuto in considerazione – ha commentato il capogruppo M5S Giovanni Silingardi – Abbiamo fatto due chiacchiere e preso atto del provvedimento del DAP. Abbiamo dimostrato che non c’era nessun rischio, nessun pericolo, nessuna problematica”.

Martino Abrate di Alleanza Verdi Sinistra ha sottolineato: “Io credo che il carcere oggi abbia detto ‘abbiamo bisogno della città’ e noi eravamo pronti a rispondere a questa richiesta. D’altra parte, se non c’è l’apertura verso la città, i processi che portano alla riabilitazione di chi ha sbagliato sono impossibili. Tant’è vero che i dati dicono che chi è carcerato nel 68% dei casi ricade, mentre chi fa invece pene alternative, diversi percorsi, ricade nel 18-19%. Questo dimostra che abbiamo bisogno di un sistema di pena assolutamente diverso rispetto a quello che in questo momento ci dà il governo. La risposta della Meloni ‘aumentiamo di 11.000 posti in carcere’ è una risposta numerica che assolutamente non risolve i problemi della pena in Italia”.


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