Lazio

le case tornano al Comune

Si chiude un passaggio chiave nella lunga e complessa vicenda urbanistica di Monte Stallonara, quartiere nato tra polemiche, ritardi e criticità ambientali.

Il Tar del Lazio ha confermato la legittimità dell’operato di Roma Capitale, che ha riacquisito al proprio patrimonio gli alloggi costruiti dalla cooperativa edilizia “Il Nido” in via Decimomannu. Una decisione che chiude il contenzioso amministrativo, ma lascia aperto un fronte sociale tutt’altro che risolto.

Il bando e la violazione

Al centro della pronuncia c’è il programma regionale “20.000 alloggi in affitto”, nato per favorire l’edilizia a canone agevolato. La cooperativa aveva ottenuto finanziamenti pubblici impegnandosi a gestire direttamente gli immobili.

Tuttavia, già nella fase iniziale del progetto, era stato stipulato un accordo con un altro soggetto per affidare a terzi la gestione degli affitti, in contrasto con le regole del bando.

Una scelta che, secondo i giudici, ha alterato le condizioni di partenza, consentendo alla cooperativa di ottenere un vantaggio non consentito rispetto ad altri partecipanti.

La risposta delle istituzioni

La vicenda ha innescato negli anni una serie di provvedimenti. Nel 2020 la Regione Lazio ha disposto la revoca dei finanziamenti, facendo venir meno il presupposto dell’intervento edilizio.

Successivamente, nel 2021, l’Assemblea Capitolina ha sancito la decadenza della convenzione urbanistica, dopo un primo tentativo annullato per questioni formali.

Con la sentenza del Tar arriva ora una conferma definitiva: il Comune ha agito correttamente e non è tenuto ad alcun indennizzo nei confronti della cooperativa, anche perché le risorse per la costruzione non provenivano direttamente da quest’ultima, ma dai soci e da fondi pubblici.

immagine di repertorio

Le famiglie e il rischio aste

Se sul piano giuridico la partita sembra chiusa, sul piano umano resta una situazione delicata. I soci assegnatari degli alloggi hanno versato complessivamente circa tre milioni di euro, ma oggi si trovano esposti al rischio di perdere le abitazioni.

Sugli immobili grava infatti un’ipoteca bancaria legata a un mutuo non rimborsato dalla cooperativa, nel frattempo entrata in liquidazione.

A tutelare le famiglie è l’avvocato Vincenzo Perticaro, che contesta la validità del finanziamento e dell’ipoteca stessa, sostenendo che le condizioni applicate non sarebbero compatibili con un piano di edilizia agevolata.

Il nodo politico ed economico

Ora la questione si sposta su un terreno ancora più delicato. Roma Capitale starebbe valutando un accordo per versare una somma superiore ai due milioni di euro al liquidatore, con l’obiettivo di fermare le procedure esecutive e salvaguardare gli immobili. Una soluzione che però incontra la netta opposizione dei legali dei soci, pronti a contestare eventuali esborsi pubblici destinati a coprire debiti bancari.

Il confronto proseguirà il 12 maggio in sede di mediazione, dove Comune e Regione dovranno rispondere alle richieste di risarcimento avanzate dai residenti.

Per le famiglie di via Decimomannu resta l’incertezza: dopo anni segnati da difficoltà e promesse disattese, il rischio concreto è quello di vedere svanire la propria casa o di doverne sostenere nuovamente il costo. Una vicenda che, pur definita nei tribunali, continua a pesare nella vita quotidiana di chi l’ha vissuta in prima persona.

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