Trentino Alto Adige/Suedtirol

Lavagnette del menù nel mirino della municipale: pioggia di multe in via Argentieri – Cronaca



BOLZANO. È stangata sulle lavagnette dei menù in via Argentieri. Nel pieno centro storico, dove abbondano bar, ristoranti e pizzerie, nella bella stagione si concentrano i controlli della polizia municipale per verificare il rispetto delle norme sul plateatico davanti alle attività commerciali: fioccano le multe. I commercianti protestano. Sono 181,69 euro, oppure 129,79 euro, se la sanzione viene pagata entro 5 giorni.

Alcuni dei commercianti lamentano una eccessiva burocrazia con regolamenti difficili da comprendere dal punto di vista della logica. «Se per occupare lo spazio pubblico paghiamo il giusto compenso, perché non possiamo occuparlo con la lavagnetta che ci torna più utile?» si domandano alcuni dei commercianti.

La lavagnetta del menù

La tipologia della lavagnetta o la sua posizione, infatti, quella che serve ad illustrare i piatti proposti dal locale, considerata la forma più efficace per attirare i clienti, sembra essere la principale causa delle sanzioni.  «Quest’anno la multa è già arrivata perché la lavagnetta, pur essendo all’interno del suolo pubblico occupato, non era del tipo dichiarato», spiega Andrea Dalvai, titolare del bar Bistrot Ritter. E aggiunge: «Capisco, e sono d’accordo, che si debba regolamentare per evitare l’anarchia, ma è scontato che un locale abbia bisogno di garantire le informazioni come quelle esposte su una lavagnetta. Se fosse più semplice fare una richiesta e ottenere una autorizzazione lo capirei, ma l’iter è lungo e complesso. L’anno scorso ci hanno contestato anche la planimetria per la sistemazione di tavoli e sedie, sostenendo che era vecchia quando, in realtà, l’aveva approvata lo stesso Comune un anno prima. Non ci hanno multato, ma ci hanno fatto sentire “graziati”. Ecco – conclude – diciamo che non ci rendono la vita semplice. E poi le piccolezze: un biglietto per ricerca personale deve essere affisso all’interno del locale e non fuori. Non capisco cosa cambi».

Sempre la lavagnetta è stata la causa di due sanzioni, a distanza di pochi giorni, per Alfio Valenti della trattoria Filo d’Olio: «La lavagnetta era fuori dallo spazio previsto perché nel posto indicato sarebbe risultata nascosta dal pannello di un vicino, che secondo me è irregolare» dice Valenti, «Ho chiamato la polizia municipale per segnalare l’irregolarità, ma la multa l’hanno fatta a me. Questa è soltanto una delle stranezze di questa strada».

Fiscali soltanto su alcune cose

Christian Zanella di Paulaner non ci sta ad accettare le dimensioni ridotte previste per le lavagnette. «Abbiamo menu italiani, tirolesi e pizzeria. I turisti vengono da tutte le parti del mondo, parlando chissà quali lingue e devi fargli vedere i piatti con fotografie. Non serve mettere uno o due fogli A4 con qualche scritta in italiano o tedesco», sottolinea.

Zanella ricorda che nel 2013 «ci obbligarono a mettere delle “pergotende”, tende che somigliavano a delle pergole. Ho speso 26mila euro per mettermi in regola. Nel 2022 il nuovo regolamento obbligava a toglierle, autorizzando il solo utilizzo di ombrelloni con il palo al centro. A gennaio mi sono adeguato, ma non lo hanno fatto tutti e nessuno dice nulla. Però sulle lavagnette sono fiscali». Quest’anno la situazione sembra migliorata rispetto al 2025, secondo Marco Zonca dell’Urban coffee Lab. «L’anno scorso siamo stati multati anche perché mancava una marca da bollo su una autorizzazione. Ci hanno fatto togliere i tavoli per un giorno, ma poi tutto è rientrato e ci hanno anche cancellato la sanzione. Quest’anno abbiamo eliminato la lavagna, perché così ci hanno intimato di fare per evitare la multa, ma non è finita lì: i modelli dei tavoli e delle sedie, non le dimensioni, sono diversi da quelli dichiarati in piantina. Altro problema. Mi sembra un po’ esagerato. C’è poi il fatto che possiamo occupare il suolo pubblico con sedie e tavoli soltanto dalle 10.30 in poi. Ma noi apriamo alle 8 e nessuno impedisce ai furgoni di parcheggiare davanti all’ingresso».

Diego Bernardi è il titolare della birreria Hopfen & Co., all’imbocco di via Argentieri da 30 anni: «No, nessuna multa. Sappiamo quali sono le regole e le rispettiamo». Ci sono poi una serie di altri locali riconducibili ad un unico proprietario, che non vuole essere citato. «Le multe me le hanno fatte e hanno fatto bene a farle».




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »