Lamezia, Manzini: «Lo sfregio a Scopelliti deve rafforzare la sua memoria»
Lo scorso 28 luglio, a pochi giorni dal 35esimo anniversario dell’omicidio di Antonino Scopelliti, la targa a lui dedicata nella piazzetta di Polistena è stata nuovamente distrutta. Un gesto che non colpisce solo la famiglia del giudice, ma l’intera comunità e tutti coloro che continuano a impegnarsi contro le mafie e la cultura mafiosa. Come Marisa Manzini sostituto presso la Procura Generale di Catanzaro, impegnata da decenni nel contrasto alla criminalità organizzata, non solo nelle aule di giustizia, ma anche con la sua costante attività di divulgazione attraverso libri, incontri e testimonianze nelle scuole. «La distruzione della targa dedicata a Scopelliti – ha dichiarato alla Gazzetta del Sud – è un gesto che colpisce la memoria di un magistrato che ha sacrificato la propria vita al servizio dello Stato e che offende i valori di legalità, giustizia e democrazia che egli ha incarnato fino all’estremo sacrificio. Non può essere considerato un semplice episodio di vandalismo. Per chi, come me, è impegnato quotidianamente sia nell’attività giudiziaria sia nella diffusione della cultura della legalità attraverso i libri e gli incontri con i giovani, questi episodi rappresentano un motivo in più per continuare a custodire e trasmettere la memoria»
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