Bari, tra aumento del Pil ma anche dei prezzi
Tutto merito del turismo, ma non solo. Cresce nel 2026 il Pil a Bari, stimato all’1,3 per cento, ben oltre la media nazionale e ai primi posti della classifica, seconda nel sud Italia dopo Napoli che è invece all’1,5. Ma allo stesso tempo, il capoluogo di regione si distingue per aumento dei prezzi: quarto in Italia assieme a Palermo con il 3,2 per cento dopo Reggio Calabria, Napoli e al terzo posto Bolzano e Roma. È quanto emerge dalle stime di crescita territoriale fatta da Confesercenti, che fissano allo 0,9% la crescita del Pil italiano nel 2026. Il quadro dei capoluoghi restituisce distanze territoriali anche maggiori, spesso all’interno della stessa area amministrativa.
Per il presidente nazionale Nico Gronchi “Le politiche per lo sviluppo urbano debbano essere considerate a tutti gli effetti come uno dei pilastri della strategia di crescita del paese. In questo senso, misure volte a tutelare il tessuto commerciale delle città, ad assicurare il corretto equilibrio fra domanda e offerta di abitazioni, e non da ultimo a governare flussi turistici sempre più intensi, costituiscano strumenti fondamentali per consolidare il processo di crescita dell’intero Paese”.
Per Raffaella Altamura, presidente Confesercenti Puglia è necessario che la crescita si traduca in più potere di acquisto, più consumi e più ossigeno per le imprese del territorio.




